Per il Napoli, il match contro la Lazio potrebbe essere un’ulteriore possibilità di dimostrare la qualità della dottrina postulata da Gennaro Gattuso. Per la Lazio è un match fondamentale per il riscatto dopo un periodo difficile.

Il progetto tecnico-tattico di Ringhio, infatti, poggia su una grossa base caratteriale. Tuttavia, allo stato attuale della stagione, affinché gli azzurri continuino legittimamente ad aspirare ad un ruolo tra le cd. Fab Four, ovvero, nel novero di quelli che aspirano almeno ad un posto per la prossima Champions, urge dare continuità.

Specialmente in occasione degli scontri diretti. Perché c’è una sproporzione evidente, che si riflette sui risultati, quando a contendere i tre punti ai partenopei sono club con le medesime ambizioni.

Del resto, considerando questo scorcio di campionato, in partite del genere, il Napoli ha vinto soltanto con Atalanta e Roma.

Se la squadra di Gattuso non ha demeritato con Sassuolo, Milan e Inter, è pur vero che alla fine non ha preso neanche un punto. Questo rebus toccherà risolverlo, prima o dopo.

La Lazio di Simone Inzaghi sta invece pagando lo scotto del dover giocare ogni tre giorni. Se i biancocelesti sono al top, possono dare filo da torcere a chiunque in Italia e hanno armi importantissime per fare male.

La Lazio deve puntare sul ritmo e le imbeccate

Tenendo presente che in fase di non possesso palla, la squadra di Simone Inzaghi si schiera in maniera tale da crearsi un presupposto posizionale vantaggioso.

L’idea di fondo è quella di disinnescare la profondità, consentendo all’avversario di mantenere liberamente il palleggio, ma lontano dall’area di rigore.

Utilizzando come paradigma l’atteggiamento palesato in Champions League, i biancazzurri hanno complicato al Borussia Dortmund l’accesso alla trequarti, nonché le ricezioni dei giocatori di maggiore talento – Reus e Sancho – schierati dietro Haaland.

Nella foto, appare evidente innanzitutto il comportamento dei due attaccanti: Immobile e Correa lasciano giocare i tre difensori avversari, preoccupandosi di restare bassi e schermare le linee di passaggio pulite verso Witsel e Bellingham, decisivi nella gestione del giropalla.

Ovviamente, nel momento in cui estrometti dalla manovra i centrocampisti centrali, impedendogli di alzare o abbassare il tempo della giocata in funzione della situazione, hai sostanzialmente stabilito che l’avversario debba muovere il pallone sotto ritmo.

Al contempo, le mezzali, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, presidiano i corridoi interni, in maniera tale da interdire l’imbucata centrale, alle spalle delle linea mediana.

Simone Inzaghi punta molto sulla profondità e giocate rapide ad innescare Ciro Immobile e il Tucu Correa. Il bomber di Torre Annunziata è un attaccante fulmineo, senza fronzoli, pronto a punire alla prima occasione. L’argentino è molto rapido nello stretto e sa dialogare con i compagni.

Il Napoli deve sfruttare l’ampiezza, evitando il muro di gomma

Al netto dei problemi muscolari che affliggono Lucas Leiva, il vertice basso del centrocampo (Escalante?) è quello deputato a coprire le mezz’ali o scivolare lateralmente

Un atteggiamento tattico del genere costringe chi affronta la Lazio a sviluppare le azioni in ampiezza, piuttosto che andare a sbattere contro un muro di gomma.

Ecco, partendo da questo presupposto, il Napoli dovrebbe proprio sfruttare la spinta dei suoi esterni. La squalifica di Insigne porta naturalmente Lozano a sinistra. Con Politano schierato dall’altra parte.

In realtà, oltre a tentare di costruire triangoli laterali, per esempio, come ha fatto il Dortmund, per accumulare giocatori ai lati del campo, creando superiorità numerica in fascia, saranno maggiormente responsabilizzati con i tagli centripedi, nell’ottica di dare soluzioni alternative all’attacco partenopeo.