L’ex URSS è un crogiolo di mini scuole calcistiche, tutte ben diverse da quelle europee. Tanti calciatori sono emersi dalla cortina di ferro grazie a Europei e Mondiali. La scuola sovietica ha sviluppato un sistema tattico assolutamente indipendente da quello del centro Europa, eppure, oltre al Colonnello Lobanovskyi, non sono mancate le eccellenze tattiche.

La leggendaria Dinamo Kiev, allenata da Valeriy Lobanovskyi, era considerata da molti come una macchina scientifica perfetti con ruoli ben definiti. Eppure, pur privilegiando il collettivo rispetto alle individualità, il Colonnello non poteva fare a meno della stella Oleg Blokhin. Lobanovskyi, colui che era solito gridare ai propri calciatori: “Non pensate! Sono io che penso per voi. Giocate!”.

Nel bel mezzo della Guerra Fredda e di un regime che impediva ai talenti di questo sport di giocare in un altro Paese, Blokhin non ha potuto avere una carriera ancora più brillante al di fuori dell’Unione Sovietica. Tuttavia, ha fatto abbastanza per essere venerato come la grande stella nazionale della sua generazione.

Abbiamo quindi provato a stilare una top 11 di calciatori dell’ex URSS.

PORTIERE

Il suo ruolo in campo doveva essere rigorosamente confinato a quello di portiere che si manteneva tra i pali, con i portieri dell’epoca che impedivano semplicemente agli avversari di segnare, ma parte della grandezza di Yashin derivava dal suo approccio al gioco del calcio. L’estremo difensore russo partecipava alle transizioni, agendo da libero aggiunto, come uno degli antesignani di Manuel Neuer.

Nelle sue 400 presenze in carriera, Jašin ha mantenuto 207 clean sheet, parando ben 86 rigori, dati assolutamente pazzeschi.

DIFESA

Vladimir Bessonov è un altro terzino con uno status leggendario ai tempi dell’Unione Sovietica. Bessonov ha giocato in tre Coppe del Mondo in una carriera internazionale durata tredici anni. A livello di club ha giocato per la Dinamo Kiev e il Maccabi Haifa, vincendo la Coppa delle Coppe nel 1986. Bessonov faceva parte di una famiglia sportiva, poiché sua moglie è stata due volte campionessa del mondo di ginnastica ritmica e sua figlia ha vinto due volte il bronzo olimpico. Ironia della sorte, nell’ultima partita di Coppa del Mondo del 1990, Bessonov ha ricevuto il cartellino rosso contro l’Argentina e non ha più giocato per l’Unione Sovietica.

Come Bessonov a destra, Demyanenko a sinistra sa interpretare le fasi di gioco sia con la palla che senza. Il primo è stato più difensivo, il secondo più offensivo.

Albert Shesternyov è considerato il miglior difensore nella storia del calcio sovietico, in una carriera che lo ha visto capitano dell’URSS. Questo storico difensore vanta 90 presenze in nazionale in un’epoca in cui si giocavano meno partite. Infatti, solo Rinat Dasaev e Oleg Blokhin hanno ottenuto più presenze in nazionale rispetto a Shesternyov. Ha capitanato il suo Paese in 62 delle 90 partite disputate, legando la propria carriera alla Dinamo Mosca. Shesternyov ha giocato tre Coppe del Mondo e un Campionato Europeo.

Aleksandre Chivadze è l’antesignano di Kakha Kaladze, ha legato la sua carriera alla Dinamo Tbilisi, dove ha vinto anche un campionato sovietico. Leader difensivo, ha disputato 46 presenze con la nazionale dell’URSS, arrivando anche ottavo al pallone d’oro del 1981.

CENTROCAMPO

Igor Netto è probabilmente il miglior centrocampista centrale sovietico di sempre. Oltre per le sue grandi capacità tecniche, Netto era noto per essere in grado di leggere il gioco come pochi altri, il che gli ha permesso di spaccare in due innumerevoli difese avversarie con la sua visione di gioco e le sue capacità di passaggio. Lo Spartak non prediligeva i lanci lunghi, pertanto Netto esortava costantemente i suoi compagni a tenere la palla a terra e a praticare un gioco di passaggi corti e di possesso. Queste abilità lo rendevano un incubo per gli avversari e uno spettacolo per gli spettatori.

Sergei Aleinikov è cresciuto in quella che è la Bielorussia moderna e ricopriva la posizione di centrocampista difensivo. Ha ottenuto 73 presenze per l’Unione Sovietica, segnando sei gol, dal 1984 al 1991. La sua carriera internazionale non si è però conclusa dopo la disgregazione dell’URSS, visto che Aleinikov ha giocato anche per la CSI nel 1992 e, più tardi, per la Bielorussia. A livello di club, ha giocato principalmente per la Dinamo Minsk, mentre in Italia con Juve e Lecce.

Eduard Streltsov diventò il più giovane capocannoniere della massima serie sovietica nel 1955, con 15 gol in 22 partite. Quando le Olimpiadi del 1956 presero il via a Melbourne, Streltsov era senza dubbio la stella della squadra sovietica. Con il carismatico ma giovanissimo campione, l’Unione Sovietica sconfisse la Germania Ovest al primo turno, prima di qualificarsi per la semifinale contro la Bulgaria. I tempi regolamentari si conclusero sullo 0-0 e l’URSS aveva subito due infortuni. Nei tempi supplementari i bulgari passarono in vantaggio e si stava oramai materializzando un altro fallimento dei sovietici. Streltsov, però, la pensava diversamente, e a sette minuti dal secondo tempo supplementare pareggiò i conti, prima di fornire l’assist per il gol vincente di Boris Tatushin quattro minuti dopo.

ESTERNI OFFENSIVI

Oltre che essere dotatissimo dal punto di vista atletico, Oleg Blokhin era anche una mente brillante. Il suo passo fulmineo e la sua abilità in zona gol erano le componenti principali che lo facevano spiccare, ma il calciatore sovietico era anche dotato di un’intelligenza calcistica fuori dall’ordinario. Ha combinato i due elementi per battere quasi tutti i record alla sua portata. Blokhin è diventato il miglior marcatore di tutti i tempi della Dinamo Kiev, del campionato sovietico e della nazionale dell’Unione Sovietica. In più, Blokhin è stato il primo ucraino ad aver vinto il Pallone d’oro. Il secondo è stato Igor Belanov, il terzo Andriy Shevchenko, altri calciatori cresciuti sotto l’egida del Colonnello. Se Lobanovskyi è l’equivalente sovietico di Michels, Blokhin non può essere che l’equivalente sovietico di Cruyff.

Un altro eroe della squadra vincitrice del Campionato Europeo del 1960 è Slava Metreveli. Metreveli è nato nell’attuale Georgia, ma ha passato la sua carriera giocando per Torpedo Gorky, Torpedo Moscva e Dinamo Tbilisi. Con la nazionale dell’URSS ha segnato 11 gol in 48 presenze, mentre ha realizzato oltre 100 gol a livello di club: cifra ragguardevole per un’esterno. Ha segnato il primo gol nella finale del Campionato Europeo del 1960, vinta 2-1 dall’URSS, partecipando a tre mondiali con la nazionale.

ATTACCANTE CENTRALE

Andriy Shevchenko è l’unico calciatore “moderno” presente in questa nazionale composta da calciatori di origini sovietiche. Parliamo del calciatore che ha strabiliato il mondo con la maglia della Dinamo Kiev, il prediletto del Colonnello, colui che ha vinto una Champions da protagonista, che ha segnato una tripletta al Camp Nou, che ha realizzato 172 gol con la maglia del Milan e, dulcis in fundo, ha vinto un Pallone d’Oro.

top 11 URSS

Vincenzo Di Maso