L’immagine di Antonio Conte. L’immagine di un uomo che attonito vede sgretolarsi le vittorie del passato e il futuro riempirsi di punti interrogativi. L’immagine di un uomo che doveva fare tornare a vincere l’Inter ma ha fallito miseramente, almeno in Europa. 

Antonio Conte ha appena compiuto l’ennesimo disastro europeo. Quello di ieri, con l’uscita dalla Champions e il mancato accesso anche in Europa League, è un fallimento peggiore o quasi rispetto a quello del 2013/2014.

La sua Juve fu capace di uscire contro il Galatasaray disastrato di Mancini, sotto i colpi prima di Umut Bulut e poi di Sneijder. Il tecnico trovò la scusa della neve. Come se il problema fosse stato solo della propria squadra.

Capello: “Ma tu non ce l’hai un piano B per ribaltare le situazioni?” Conte: “Sì, ce l’abbiamo il piano B” Capello: “E non l’ho visto” Conte: “Non lo vogliamo rendere pubblico altrimenti ci parano pure il piano B”.

Conte: “Problema di gioco in Europa? Ma problema in che senso? Oggi lo Shakhtar ha stravolto il suo schema per pararci. E chiunque gioca contro di noi stravolge lo schema per pararci. Ma pensate prima di fare le domande”.

”Per il peggio di stasera avrei voluto dire l’inter, ma devo dire Conte. Esprimo delusione per come Conte ci ha trattato. Non ci ha rispettato. Sono molto deluso da Antonio.” [Costacurta a Sky]

Non è la prima volta che Antonio Conte tratta in maniera arrogante giornalisti e opinionisti dopo che questi ultimi gli avevano mosso oggettive rimostranze. Il discorso sul piano B è assolutamente patetico. Si può non essere d’accordo con la disamina di un collega (anche di un Fabio Capello, che in carriera ha vinto decisamente di più), ma il rispetto delle opinioni altrui non deve venire meno. Ancor più se le opinioni degli interlocutori sono suffragate dai fatti.

Quelle di Conte ricordano le polemiche di Stramaccioni. Celebre quella con Gene Gnocchi, che lo criticò per i cinque gol presi in casa dall’Udinese. Il tecnico romano rispose stizzito. Discorso di Conte piuttosto simile. In termini di scuse ricorda Walter Mazzarri. La differenza con Mazzarri? Conte prende 12 milioni l’anno e, in alcuni casi, le scuse di Mazzarri avevano fondamento. Il tecnico toscano era teatrale e grottesco, Conte scende spesso nella maleducazione.

Dopo l’ennesima umiliazione europea, sarebbe stato d’uopo un bagno di umiltà e chiedere scusa alla tifoseria nerazzurra, che non merita l’ennesima uscita dalla Champions. Le scuse vanno rivolte anche a una proprietà che lo ha accontentato in ogni dove sul calciomercato. Adesso ha la via d’uscita dello scudetto, che è obbligatorio, visto il contesto. Qualora dovesse alzare trofei, si spera che Conte abbia il buon gusto di risparmiarci commenti in cui si toglie sassolini dalle scarpe…