John Lennon

Sono passati quarant’anni da quel terribile 8 dicembre 1980 in cui John Lennon, allora quarantenne, venne ucciso con quattro colpi di pistola all’ingresso del Dakota Building, a New York, dove viveva con Yoko Ono.

Solo poche ore prima la fotografa Annie Leibovitz li aveva incontrati per un servizio fotografico commissionato dalla rivista Rolling Stone. “Hai catturato alla perfezione la nostra relazione. Promettimi che sarà sulla copertina”, furono le parole del musicista.

Lo scatto intimo, toccante e potente, fortemente voluto da John Lennon, diventò la copertina della rivista il 22 gennaio 1981.

L’artista, cresciuto con la severa zia Mimi, si avvicinò alla musica da autodidatta imparando a suonare un’armonica a bocca come primo strumento. Celebre un rimprovero della zia: “La chitarra va bene, John, ma non ti darà certo da vivere”.

Il protagonista di una delle più importanti rivoluzioni musicali e culturali della storia, aveva, tra le numerose passioni, il calcio.

John Lennon, infatti, da bambino sognava di giocare nei Reds.

Si racconta che il manager Brian Epstein, negli anni d’oro dei Fab Four, ordinò ai suoi di non manifestare la fede calcistica durante le dichiarazioni pubbliche. Era preoccupato che ciò potesse influire sul mercato dei dischi e condizionare l’amore da parte dei fan.

Eppure sono diversi i riferimenti al calcio sia nei suoi album da solista che in quelli realizzati con i Beatles, “divisi” nel derby cittadino tra il Liverpool e l’Everton, nel cuore, per esempio, di Paul McCartney.

La celeberrima copertina del loro album più famoso, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band del 1967, raffigura grandi icone del calibro di Marilyn Monroe o Bob Dylan in posa per una foto di gruppo. Tra queste, “schierato” al fianco di Marlene Dietrich e Lewis Carroll, Albert Stubbins, l’ex centravanti del Liverpool, di cui John Lennon era appassionato da bambino.

Copertina Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

In alcune scene del video della canzone “Help!”, film documentario girato nel ’65, John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr indossano la sciarpa con i colori del Liverpool.

Help! I Beatles e la sciarpa con i colori del Liverpool

Dei quattro baronetti, l’unico vero tifoso del Liverpool è stato John. Sognava, da ragazzino, di giocare ad Anfield Road e tra noi era senza dubbio il più bravo con il pallone“, dichiarò in una intervista Pete Best, il primo batterista dei Beatles, poi sostituito da Ringo Starr.

Nel 1968 esce il disco White Album. All’interno il brano Glass Onion termina con l’urlo del telecronista inglese It’s a goal”, durante la finale dei Mondiali del 1966 vinta dagli inglesi a discapito della Germania. L’urlo venne poi tagliato nella versione finale e inserito di nuovo nella compilation Anthology 3 del 1996.

Ma il richiamo più chiaro alla passione per il calcio appartiene al Lennon solista, nella copertina di Wall and Bridges del 1974, esattamente ventidue anni dopo la finale di Coppa d’Inghilterra tra Arsenal e Newcastle. Il piccolo John, all’età di 11 anni, ritrae, nel disegno che fu usato come copertina dell’album, la figura del leggendario attaccante bianconero Jackie Milburn, di spalle. Il 9, numero ricorrente nella vita di John Lennon, è sulla maglia del campione. In questo stesso album, il nono della sua seconda fase artistica, aveva inserito il brano #9 Dream.

Una cosa è certa. La musica di John Lennon non morirà mai. Come non morirà mai il sogno di ogni bambino di giocare nella squadra del cuore.

Copertina Walls and Bridges
Walls and Bridges nel disegno di John Lennon