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La partita di ieri vinta contro la Sampdoria ha dimostrato che il Milan sa vincere anche senza Ibra. La squadra di Pioli è sulle ali dell’entusiasmo. Il gruppo è coeso, i giovani sono forti e i margini di miglioramento sono evidenti.

La parola scudetto è stata da qualche settimana sdoganata dai giornali. Vediamo i vari scenari. Nel primo ci concentriamo sul perché il Milan può arrivare fino in fondo. Nel secondo vediamo invece i deterrenti alla conquista di un titolo che manca dal 2011.

Scudetto Milan: perché sì

Zlatan Ibrahimovic è ancora tra gli attaccanti più forti al mondo. Dopo aver dimostrato di essere ancora un calciatore in grande forma, lo svedese si è preso il Milan. Dal suo approdo, la squadra è totalmente cambiata. L’ex LA Galaxy è il sole attorno al quale ruotano gli altri pianeti. Calciatori giovani, dai grandi margini di crescita, che stanno trovando terreno fertile per emergere al meglio.

Già con Gattuso, la rosa aveva dimostrato di essere alla pari delle concorrenti per un posto in Champions. Nell’estate 2019 sono arrivati calciatori importanti, che rappresentano le fondamenta della rosa. E un anno fa è arrivato Sua Maestà Zlatan Ibrahimovic. I colpi di rifinitura messi a segno quest’anno sono di sicuro valore.

Giampaolo aveva rappresentato una scelta scellerata e insensata. Sostituito con un allenatore degno di tal nome, i rossoneri hanno cominciato a volare. Pioli non sarà Sir Alex Ferguson, ma ha in mano il gruppo. Il rapporto con Ibra è straordinario. Come ha asserito Allegri, l’80% del lavoro di un tecnico è di natura psicologia. Giampalo sarà anche bravo tatticamente, ma è completamente disastroso nella gestione. Pioli si è dimostrato un ottimo gestore e non ha alcuna remora a lanciare i giovani.

Il gioco rossonero è drasticamente cambiato rispetto agli anni precedenti. L’addio di un calciatore monotematico come Suso si è tradotto in un ventaglio di soluzioni offensive inimmaginabili prima. La partenza dello spagnolo ha “stappato” il rendimento di tanti suoi compagni, decisamente svincolati e con maggior margine di manovra.

Il norvegese Hauge, uno degli acquisti di questa stagione

 

In un’ultima analisi, le rivali presentano tutte difficoltà tecniche e/o strutturali. La Juve di Pirlo è lontanissima dal trovare una quadra. CR7 va per i 36 anni, i due centrali storici sono spesso acciaccati. L’Inter ha tanta qualità ma è incostante. Il Napoli ha disputato un inizio di campionato decisamente positivo, sul campo avrebbe 21 punti in 9 partite, ha contro i rossoneri ha perso.

Scudetto Milan: perché no

La vexata quaestio è inerente naturalmente alla condizione da mantenere per la maggior parte dell’anno. Senza Ibra la squadra ha ottenuto tante vittorie, ma il coefficiente di difficoltà delle sfide non è stato elevatissimo. Se lo svedese non sarà al top, un rischio di ridimensionamento delle ambizioni sarà dietro l’angolo. Non è un Milan Ibra-dipendente, ma il bomber fuoriclasse può essere decisivo per certi traguardi.

La squadra esprime un gioco ben definito, ma non particolarmente elaborato. Ciò è reso possibile dalla presenza e dalla forza di elementi chiave. Se qualcuno di questi pilastri dovesse avere problemi, verrebbero meno varie certezze.

In alcuni ruoli le riserve non sono dei top. Pioli non può fare a lungo a meno di calciatori come Romagnoli, Theo Hernandez, Kessié, Ibra e almeno uno degli esterni offensivi. Tonali può sostituire Bennacer, fermo restando la grande importanza del franco-algerino.

Juve e Inter hanno squadre costruite per vincere lo scudetto. Adesso stanno avendo decisamente più difficoltà rispetto al Milan, ma non sono entrate a regime. Si tratta di squadra con maggiore esperienza e più soluzioni in rosa. Qualora una di queste due squadre dovesse prendere il ritmo, la quota scudetto si alzerebbe e supererebbe gli 85 punti.

La stagione è poi lunga e condizionata dalla mancanza di preparazione. Il milan ha dovuto iniziare prima questa stagione, causa preliminari di Europa League. Due di queste tre partite di preliminari sono state, tra l’altro, molto tirate. Ci saranno poi partite di coppa da febbraio, con possibilità di recupero delle energie sempre più ridotte.

Conclusioni

Dipenderà molto dalla reazione mentale della squadra quando le cose si faranno difficili. Ovvero quando i rossoneri avranno varie assenze e si troveranno di fronte una squadra più in forma. Quando gli uomini di Pioli perderanno una partita o due e saranno quindi chiamati a rispondere.

Ibra ha 39 anni, ma è sempre impressionante a livello fisico

 

Essenzialmente, nonostante i risultati molto positivi in assenza di Ibra, sarà fondamentale la presenza dello svedese per quasi tutte le partite della stagione. Il Napoli di Sarri ebbe due infortuni gravissimi, deterrenti per la vittoria finale, ma ottenne comunque 91 punti in campionato. Quel Napoli, tolti i due infortuni seri, ebbe pochissimi contrattempi. Gli azzurri decisero di rinunciare all’Europa League. Questo è un discorso prematuro. Se il Milan sarà in piena lotta scudetto nel mese di febbraio, a quel punto potrà tirare le somme.

Sarà una stagione condizionata da questa mancanza di preparazione iniziale. Intercorrono troppe variabili ed è difficile fare pronostici. Come rosa, il Milan può essere da terzo posto, ma non è scientifico che debba arrivare in quella posizione. Allo stato attuale è prematuro parlare di scudetto. In maniera prudenziale possiamo tuttavia asserire che, salvo cataclismi, i rossoneri hanno enormi possibilità di tornare in Champions.