• Tempo di lettura:3Minuti

Il Milan conferma il suo stato di grazia, rimontando il doppio svantaggio contro il Celtic e andando a vincere in scioltezza per 4-2. L’avversario era molto modesto, ma non è scontato rimontare in questo modo. La vittoria contro gli scozzesi e la contemporanea sconfitta dello Sparta Praga ha garantito ai rossoneri il passaggio ai sedicesimi di Europa League.

D’altronde la proprietà era stata chiara. Quest’anno niente all-in sul campionato, ma bisogna crescere anche in Europa. Il ranking piange e bisogna scalare posizioni. Se la squadra crescerà tecnicamente e mentalmente, potrà togliersi grandissime soddisfazioni già quest’anno.

Nonostante l’infortunio di Kjaer e i due gol subiti in pochi minuti, il Milan non si è scomposto e ha rimontato facilmente. A suonare la carica è stato il turco Calhanoglu. Ciò dimostra il fatto che i rossoneri hanno un’intelaiatura di squadra che consente loro di fare bene anche senza Ibra. Lo svedese è la stella, ma abbiamo letto troppe denigrazioni nei confronti della rosa.

Maldini e Boban hanno costruito la squadra in maniera magistrale. Basti pensare ad acquisti di capisaldi a cifre estremamente convenienti. L’ultimo capolavoro è il norvegese Jens Petter Hauge. Quest’ultimo, che aveva impressionato contro i rossoneri in EL nel turno preliminare, si è già calato nella parte. Oltre al gol, si è reso protagonista di una partita di grande qualità e disciplina. Discorso simile per Brahim Diaz, centrocampista dal talento purissimo. Vedremo se Maldini riuscirà nell’ennesimo capolavoro, ovvero strapparlo al Real Madrid.

Senza Zlatan il Milan ha già segnato 17 gol, segno che il gruppo è coeso e ricchissimo di qualità. Rebic è un attaccante straordinario a livello tattico, mentre la rosa pullula di talentini. Inoltre Donnarumma e Kessié rinnoveranno a breve. Il gruppo è forte e il bello deve ancora venire. Ibra ha fatto migliorare un po’ tutti e, anche quando non c’è, si vede. Ma ciò non deve togliere nulla ai meriti individuali dei tanti giovani rossoneri.

Tonali ha ricevuto critiche troppo premature. L’ex Brescia non sarà mai Pirlo, ma è un centrocampista di gamba e fosforo. Già contro la Fiorentina ha mostrato grandi progressi. Bennacer e Kessié stanno facendo cose straordinarie, ma il ragazzo dell’under 21 si ritaglierà sempre più spazio. E poi c’è il tanto vituperato Calhanoglu, re delle punizioni. Il turco sarà discontinuo, ma con i suoi sapienti piedi riesce a mettere il pallone dove vuole. L’unico neo del Milan è stato Krunic, ma a centrocampo è l’ultima riserva…