Il 4-2 con cui il Milan ha battuto di rimonta il Celtic nella quinta giornata del girone H di Europa League ha messo in luce, ancora una volta, il talento di Jans Petter Hauge. Un goal da funambolo, quello del 3-2, seguito dal delizioso assist per Diaz in occasione della rete che ha chiuso la gara.

Maldini e Massara si sfregano le mani. Il classe ’99 è costato solo 4 milioni di euro, una cifra irrisoria se si pensa agli investimenti che tipicamente vengono fatti per i cartellini dei calciatori. E Hauge è proprio il simbolo migliore del nuovo corso rossonero. Acquisire giovani promettenti per farli esplodere a Milanello.

Un progetto che ha bisogno alla base di una profonda conoscenza calcistica e una notevole visione d’insieme del calcio europeo. Una panoramica a 360 gradi per sviluppare un progetto complicato ma intrigante allo stesso tempo. Inutile inseguire campioni affermati contesi in aste sanguinose coi top club europei. Il momento storico del resto è quello che è. Il Milan si pone come obiettivo quello di scovare i potenziali top player prima ancora che diventino, appunto, top.

Il confronto con il gol di Leão segnato contro la Fiorentina:

L’incrocio coi norvegesi del Bodo Glimt a settembre nel terzo preliminare di Europa League non è stato, come molti pensano erroneamente, l’unico momento in cui lo scouting del Milan ha notato Hauge. Maldini e Massara, con l’ausilio di Moncada, avevano cerchiato da tempo il suo nome e aspettavano l’occasione giusta per affondare il colpo.

In attesa del mercato di gennaio, Maldini e Pioli si godono il biondo esterno che cresce all’ombra di Zlatan Ibrahimovic e cerca di carpirne tutti i segreti. Voglia di imparare e di emergere: sono questo le qualità di Jans Petter. Il figlio di Odino venuto dal nord è pronto a stupire il resto dell’Europa.