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Compie oggi 49 anni Francesco Toldo, storico portiere di Fiorentina, Inter e, sopratutto, nazionale italiana. Siamo al cospetto di uno dei migliori portieri della nostra nazionale, esempio di resilienza e perseveranza.

Arrivato alla Fiorentina nel 1993, è stato uno dei calciatori chiave della Viola, assieme a Batistuta e Rui Costa. Con l’Inter ha avuto poche gioie da titolare in termini di trofei. Eppure, come da lui stesso dichiarato, è stato un elemento cruciale per quel gruppo che ha conquistato il triplete.

Partito spesso da dodicesimo, ha dato quel valore romantico e rievocativo al numero. Ma quando è stato chiamato in causa, non è stato certamente un semplice figurante. Proprio come avvenuto in quell’Europeo dolce-amaro in terra belga e olandese. Quell’europeo che, per la classica situazione di mors tua vita mea, Toldo si ritrovò a giocare titolare.

Quel 29 giugno 2000, il portierone azzurro incarnò tutti gli ideali del perfetto estremo difensore: sicurezza, lettura dell’azione, coraggio e un po’ di sana incoscienza. Nella sua carriera ne aveva viste tante e non si fece spaventare da quel match. Dopo i 120 minuti di gioco prima dei rigori, aveva già percorso più scalini di quella scala che lo avrebbe portato all’immortalità.

“Contro l’Olanda mi sentivo invincibile. Urlavo “tirate, tirate, tanto prendo tutto”. Ci sono gare in cui un portiere s’incazza e decide che non ce n’è per nessuno”.

Quel 29 giugno 2000 ebbe luogo una delle partite più epiche e celebrate della nazionale italiana, quell’Italia-Olanda, che metteva di fronte due filosofie del calcio molto diverse, ma entrambe quasi nella miglior espressione.

L’Italia fu costretta a giocare in difesa, quel terreno sul quale si trova particolarmente a suo agio. Avere Maldini, Nesta e Cannavaro contemporaneamente è un lusso che nessun altro CT della storia si è potuto permettere. E Zoff, che dichiarò, «c’era un’atmosfera quasi surreale: tre quarti dello stadio era arancione», ne era consapevole.

Dietro di loro in quella partita c’era Francesco Toldo, che sostituiva l’infortunato Buffon. Fantastici i rigori parati, epica la partita del portiere dell’Inter, che intuì e parò ben tre massime punizioni. E durante i tempi regolamentari ci fu quello di Kluivert, quasi perfetto, che prese l’interno del palo. Quando l’attaccante olandese sbagliò, fu inquadrato Pelé in tribuna che indicò con la mano il segno dei due rigori sbagliati.

Se qualcuno vi chiede “Cosa è la nazionale italiana?” gonfiate il petto e raccontategli di quella partita e della prestazione di un leggendario Francesco Toldo.