L’ex amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani, torna a parlare del celeberrimo gol non visto da parte di Tagliavento del ghanese Muntari, rete che sarebbe valsa il 2-0 per il Milan con un tempo e mezzo da giocare.

In sostanza, secondo Galliani con quel gol la Juventus non avrebbe vinto il suo primo dei nove tricolori; il Milan avrebbe avuto la forza di trattenere Ibrahimovic, Thiago Silva e sarebbe stato in grado di acquistare Tevez (finito poi alla Juve dove avrebbe vinto due scudetti), aprendo un nuovo ciclo. Ha ragione o no Galliani? Analizziamo il tutto.

Partiamo dall’analisi di quella stagione calcistica, 2011-2012. Il Milan è campione in carica, ha una squadra forte ma un po’ logora in alcuni elementi. Il suo competitor principale è la Juventus di Antonio Conte, reduce da due settimi posti consecutivi. Il 2 ottobre 2011, le due squadre si affrontano allo “Juventus Stadium”: la Juventus asfalta il Milan, ben oltre i due gol a zero del tabellino. Il duello si protrae per tutto il girone di andata con la Juventus che si laurea Campione d’inverno.

Lo scontro diretto nel girone di ritorno si gioca a “San Siro” il 25 febbraio 2012,col Milan due punti avanti in classifica, ed è questa la partita incriminata: il Milan si porta in vantaggio con un tiro da fuori deviato di Nocerino e domina la scena fino a quando un macroscopico ed incomprensibile errore di Tagliavento e del guardalinee Romagnoli invalidano il gol del 2-0 di Muntari. Nel secondo tempo la Juventus pareggia con una bella voleè di Matri.

Dopo questa partita avvelenata con conseguenti e roventi polemiche, il Milan riesce ad allungare in classifica portandosi a più quattro, con la Juventus spesso trovatasi a giocare dopo il Milan con sette punti di svantaggio. Il Milan però, tra Catania, Bologna e Fiorentina, otterrà 2 punti su 9 con relativa e clamorosa sconfitta casalinga contro una Fiorentina in piena lotta per non retrocedere.

Sul piano del gioco non c’è partita. Siamo di fronte alla migliore squadra mai allenata da Conte:aggressività,fame, rabbia, gioco a due tocchi, verticalizzazioni improvvise, uno spettacolo insomma. In più la Juventus non era ancora la corazzata che è oggi: innegabili ed oggettivi i meriti di Conte, che riuscì a plasmare un gruppo inferiore tecnicamente al Milan ma che aveva molta più fame.

In più ci sono state partite in cui la Juve ha avuto decisioni arbitrali rivedibili: Siena, Bologna e Parma su tutte.

Appaiono dunque del tutto fuori luogo queste dichiarazioni di Galliani. Commoventi tentativi di affermare una superiorità che sul campo non c’era. Il Milan era già al crepuscolo, la rosa andava assolutamente ringiovanita, mentre la Juve, esclusivamente grazie ai propri meriti, aveva appena cominciato il suo ciclo.

Alessandro Catucci