Le pagelle del giorno dopo di Marco Edoardo Sanfelici

BUFFON 6 Non me ne voglia Gigi. Dopo avere assistito all’incontro senza pagare il biglietto, vorrebbe anche un voto alto? In 95 minuti il Cagliari non fa un tiro in porta con un pizzico di pericolosità, tolto il colpo di testa di Klavan in rete, preceduto da un chiaro offside di Marin, con conseguente goal annullato. Se proprio si vuole essere cattivi, si può dire che queste sono le classiche partite per …vecchietti inoperosi. Gigi, perdonami.

DEMIRAL 6,5 Preciso, pulito, concentrato e pratico, ma con una certa qualità che sfocia a volte nella “classe”. Sembra che l’intesa con il compagno di linea de Ligt abbia radici remote e se si pensa che forse è la prima uscita contemporanea della coppia centrale, allora significa che il futuro è garantito. C’erano due brutti clienti, Joao Perdo e Simeone. Defilato il primo, non pervenuto il secondo. Il soldatino turco grida “Comandi”.

De LIGT 7 Da stasera Simeone ritorna ad essere il sacerdote che riconosce Gesù nel tempio e basta. Si potrebbe anche pensare all’allenatore dell’Atletico Madrid, padre del “desaparecido” in oggetto, ma del figlio nessuna traccia. La domanda sorge spontanea: che in fatto di difensore centrale, tra Bonucci e de Ligt non ci sia partita? In area l’olandesone è perentorio, esce talvolta palla al piede, di testa svetta alla grande. Sarà un caso, ma la squadra non subisce goal. Come è strano il calcio. E pensare che erano 3 mesi che non vedeva il campo…

DANILO 6,5 Quantità a gogò. Ormai non ci si stupisce più. La sua fascia viene presidiata senza fatica apparente e Ounas finisce per avvitarsi in giocate aleatorie. Quando fluidifica, Danilo ha la pericolosità di un T.I.R. lanciato in autostrada, dato che sovente appare come un attaccante aggiunto che crea superiorità numerica e paura tra le fila nemiche. Si becca un’ammonizione da standing ovation, tanto è la scientificità della giustezza del fallo tattico. Cresciuto anche tatticamente a vista d’occhio. (ALEX SANDRO S.V. Bentornato, finalmente. Con un Danilo di tal fatta, sarà improbo recuperare la titolarità, in bocca al lupo)

CUADRADO 7 Capitàno per mancanza dei capitàni, come la logica della tradizione juventina suggerisce: la fascia si dà al giocatore significativo più “anziano” di militanza. E’ sempre uno spettacolo vederlo giocare. Da terzino vince una serie impressionante di duelli, come esterno di centrocampo ha un equilibrio nel farsi trovare da campione, da attaccante entra nell’area di rigore dei sardi, con la semplicità di un bimbo che affonda il dito nel gorgonzola. E per merito so, non per demerito dei difensori. Indispensabile come l’aria.

KULUSEVSKI 6 Scelta oculata di mister Pirlo, nell’intento di opporre muscoli per sfondare una difesa presumibilmente chiusa e corsa per recuperare eventuali ripartenze. L’impegno non manca, la volontà di far male pure. Se soltanto fosse più rapido nel concludere su un assist di Cuadrado. Entra in partita però solo in modo parziale, anche se la sufficienza non è in discussione. (CHIESA S.V. Entra nel finale e tocca forse due palloni. Martedì in Champions si spera che ne tocchi tanti di più).

ARTHUR 7,5 Una buona notizia: si sta italianizzando, era ora. Con Ronaldo fuori categoria, il brasiliano è il migliore in campo. La cura Pirlo sta dando i suoi frutti ed a tal punto, da trasformare il giocatore pavido e da “compitino” ad un dominatore della terra di mezzo, dalla trequarti amica fino ai 30 metri avversari. Una montagna di campo coperta in appoggio della manovra senza perdere una palla. A volte rischia per troppa confidenza e non se lo deve più permettere, ma la quantità e la qualità delle giocate sono altissime. Se questo è l’Arthur in versione bianconera, ci sarà da divertirsi (BENTANCUR S.V. Entra perché ci sono 5 cambi a disposizione. Punto).

RABIOT 7 Continua la serie di gare giocate ad alto livello. Con applicazione e colpo d’occhio tattico. Ora che lo si è recuperato dal punto di vista atletico, Adrien deve fare un ulteriore salto di qualità, cioè a dire smaliziarsi anche tatticamente, accompagnando la corsa con attenzione allo sviluppo del gioco ed alla posizione dei compagni. Già fin d’ora comunque Rabiot sta diventando una mezzala a tutto tondo, con un’aggiunta di cattiveria, come sull’episodio dell’ammonizione. Alla Juve non si scherza. (McKENNIE 6 Entra per gestire le forze in vista della Coppa. La sua è comunque una presenza viva ed in mezzo al campo fa il “boscaiolo” nel momento di fare legna senza tanti complimenti, per non far rientrare il Cagliari in partita. Il ricordo della beffa dell’Olimpico è ancora vivo, meglio premunirsi ed a ciò si rende utile).

BERNARDESCHI 7 No, non sono impazzito. Voto strameritato. Piuttosto, la prestazione di questa sera impone un quesito: Berna c’è o ci fa? Eh no, cari miei, perché se un giocatore posto di fronte al out out che il mister gli ha spiattellato sul muso, si esprime con tale continuità, con giocate di classe e mai fini a se stesse, si presenta più volte alla conclusione (una va pure dentro, ma la solita unghia dell’alluce sinistro di Morata è l’alibi per l’annullamento), allora non è “brocco”, non è finito, non è uno che “ha altro per la testa”. Eppure gioca a sinistra e non a destra, solo alla fine dell’incontro si sposta in spazi di campo a lui più congeniali. Partecipa alla grande all’azione che fornisce a Cristiano il pallone del vantaggio. Ora serve la continuità e solo il proseguo della stagione la stabilirà.

MORATA 6 Per carità, la funzione di prima punta non manca, ciò che è carente nella partita è la quantità prorompente di azioni di possesso e di sfondamento. Appare un poco appannato e, dopo prestazioni monstre, inanellate una dopo l’altra, come si suol dire, “ci sta”. Reduce da un set contro la “manschaft” tedesca, ritorna ad assaporare il gusto agrodolce del campionato nostrano, che sarà anche non eccelso in fatto di qualità, ma che resta pur sempre terribilmente difficile. Manca una rete con lo scrivano già in piedi ad esultare. Non si fa, porca miseria ! (DYBALA 6,5 Forse ha capito l’antifona. Paulino collezionerà tanti gettoni a partita iniziata e, se vuole essere utile alla causa ed alle cifre sul contratto, sarà il caso che entri col piglio giusto come stasera. Determinato e volitivo, utile alla squadra per quanto riesca a far sparire il pallone e per quanto alimenti il gioco con giocate concrete. Manca un goal per lui abbastanza usuale e si capisce che allora la condizione fisica non è ancora al top).

CRISTIANO RONALDO 8 “El segna semper lù” dicono a Milano. Il terminale più micidiale della storia del calcio. Averlo in squadra significa partire al fischi d’inizio già in vantaggio, basta decidere di quante reti. Si aggira attorno l’area avversaria come un falchetto che perlustra la piana dove lanciarsi in picchiata. Appena gli arriva la palla giusta, entra in area, sposta 2 difensori con una finta e scaraventa un pallone rasoterra a velocità supersonica sul palo lontano. Provare per credere. Poi si nasconde ai radar della difesa su corner, si coordina per recuperare una posizione leggermente avanzata ed arpiona la palla sbattendola dentro la porta con la cattiveria di un clochard dalla fame arretrata di giorni. Allucinante, semplicemente allucinante. E non finisce qui.

PIRLO 7 Partita preparata in modo perfetto, a partire dall’aspetto psicologico. Il mister manda in campo una formazione nella quale compaiono elementi sotto osservazione (Arthur, Bernardeschi) per capirne la validità e la consistenza della fiducia da accordare loro. La risposta ricevuta è stata all’altezza, forse un qualcosa di più dell’atteso. Disposizione impeccabile, con un triangolo rovesciato a centrocampo il cui vertice basso Arthur ha dettato i tempi e l’intensità del gioco. Fa impressione la potenza di fuoco che la squadra sa esprimere per sbloccare la partita. E Di Francesco è un allenatore tutt’altro che scarso, il suo Cagliari è messo bene in campo e la preparazione atletica gli consente di reggere il confronto. Formazione azzeccata e cambi logici, ovvio forse attenderseli. Non era però scontato vedere una Juve che non concede quasi nulla ai rossoblù isolani e che domina di fronte ad una compagine da prendere con le molle, in ogni parte del campo. La preparazione in corso d’opera è finita, ora si fa sul serio e senza scuse. Questo è il messaggio al popolo dei tifosi “urbi et orbi” ed ai giocatori in rosa. I primi gongolano, i secondi sono avvisati.