Il posticipo dell’ottava giornata di Serie A mette di fronte Napoli e Milan. E la mente non può che correre immediatamente a Rino Gattuso. Il tecnico dei partenopei è il grande ex della sfida. Una storia, quella tra il calabrese e il Milan, vissuta sempre con quella sana passione rossonera che ha contraddistinto l’indimenticato numero otto.

Un primo incrocio c’era già stato a luglio scorso. Emozione si, ma confronto tra squadre che ormai chiedevano poco al resto del campionato. Oggi che i sentimenti si mischiano a potenziali aspirazioni scudetto non può non riemergere vivida la domanda su quello che è stato e che, soprattutto, poteva essere. Al di là della splendida carriera da calciatore alla quale abbiamo accennato, quello che ci preme rimarcare è l’avventura del Gattuso allenatore del Milan.

Due stagioni, la prima da subentrato, che hanno lasciato un marchio indelebile sulla crescita, tecnica ed emotiva, della compagine di oggi. Gattuso, senza l’acceleratore di talento Ibra, ha smussato i limiti di una squadra che oggi proprio grazie allo svedese e alla normalità di Pioli è definitivamente sbocciata. Ciò che resta è un senso di incompiuto.

La consapevolezza che quella di Napoli sarà solo una parentesi (peraltro al momento molto positiva) prima del grande ritorno a casa. Gattuso e il Milan non saranno mai avversari. Come due vecchi innamorati che si incontrano dopo un amore profondo interrotto bruscamente, siamo certi che un fremito correrà lungo la sua schiena. Il primo amore, si sa, non si scorda mai.

Ed è impossibile non legare tutta l’epopea calcistica di Rino al rosso e al nero. Professionista esemplare, eccezionalmente dedito alla causa, un martello sempre sul pezzo. Queste le caratteristiche principali del Gattuso allenatore. Avversari per una notte, innamorati per tutta la vita. Gattuso e il Milan, il destino è scritto.