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Esattamente 25 anni fa, il 19 novembre 1995, Gigi Buffon fece il suo esordio in Serie A nel match tra Parma e Milan.

Al Tardini, il Parma ospitava il Milan di Capello, che un anno e mezzo prima aveva vinto la Champions League. Nevio Scala fu costretto a rinunciare all’infortunato Bucci, infortunatosi il martedì. Il sostituto naturale sarebbe dovuto essere la riserva, Alessandro Nista.

Durante la settimana, Scala osservava i portieri. Passavano i giorni e nella sua mente il dubbio insinuato si faceva sempre più forte. Andare sul sicuro e schierare il portiere veterano, oppure “rischiare il linciaggio di società e tifosi” dando fiducia al portierino di 17 anni e 295 giorni?

Scala ha ricordato così la vicenda: «Da quel martedì fino all’ultimo allenamento, io e il mio preparatore dei portieri, Enzo Di Palma, facciamo le stesse cose di sempre ma guardiamo con un occhio diverso Buffon. E vediamo che nessuno riesce a fargli gol. Sa nessuno? Nessuno. Così, proprio in quel sabato, a fine seduta vado da Enzo e gli dico: “Anche tu hai visto quel che ho visto io?”. E lui: “Non devi nemmeno dirlo”».

Come riporta Giuseppe Pastore, quella è stata la penultima partita della storia in cui sono scesi in campo contemporaneamente il Pallone d’Oro in carica (Stoichkov 1994), il Pallone d’Oro dell’anno prima (Baggio 1993) e il Pallone d’Oro dell’anno successivo (Weah 1995).

Buffon si ritrovò di fronte, tra gli altri Roberto Baggio, George Weah e Zvone Boban. La squadra di Fabio Capello dominò a livello tecnico-tattico, ma Buffon alzò un vero e proprio muro. Il Parma riuscì quindi a portare a casa uno 0-0 dal sapore di vittoria. #

A fine gara, Fabio Capello commentò quasi serafico: «È stato il migliore del Parma. Avremmo meritato di vincere, e se non ci siamo riusciti è perché abbiamo trovato in porta un Buffon».

Il resto è storia, a cui l’attuale estremo difensore della Juve non accenna a voler mettere la parola fine.