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Come noto, la pandemia di covid ha portato a una crisi economica globale per il calcio. Basti pensare che club come Barcellona o PSG hanno registrato grosse perdite, mentre il lucro cessante c’è stato per tutte.

In questi giorni, sia Tebas che Marotta si sono espressi su questa crisi economica nel calcio.

I problemi in Spagna

«Il calcio spagnolo avrebbe bisogno di 490 milioni di euro per concludere la stagione». Queste le parole del presidente La Liga, Javier Tenas, tra gli ospiti di Marca Sport weekend. Tebas ha sottolineato la crisi economica generale nel calcio scaturita dalla pandemia. «Ci sono club a cui mancano 100 milioni di euro, altri 3. Stiamo lavorando per vedere come risolvere questo problema. Il Valencia non è più in Champions League, per esempio, e criticano che vende giocatori, ma deve venderli. Il Barcellona deve abbassare gli stipendi dei giocatori per finire la stagione. Non hanno altra scelta».

Tebas ha poi spiegato l’importanza della ripresa dei campionati nella scorsa estate: «Se non avessimo finito, ora il problema economico per i club sarebbe stato molto peggio senza i proventi audiovisivi, con perdite di 800-900 milioni di euro».

Serie A in crisi economica quasi irreversibile

«La situazione era, e lo è ancora di più oggi, devastante: siamo davanti a un default. Si calcola che la Serie A produca 4 miliardi di euro e in un anno normale il deficit era di circa 700 milioni. Nel 2020 andiamo verso il 50 per cento. Uno dei problemi più grossi è che il costo del lavoro è sproporzionato rispetto al fatturato».

«Oltre a questo, con gli stadi chiusi mancano gli introiti del botteghino, voce che per l’Inter incideva per circa 50 milioni, oltre a tutte le entrate commerciali derivanti da quello che si chiama “match day”, tra merchandising e altre varie entrate. Gli sponsor hanno iniziato a ridurre gli investimenti pubblicitari portando una contrazione e un contenzioso con le aziende per circa il 20 per cento del fatturato. In ultimo le entrate del broadcasting: c’è un contenzioso ancora aperto tra Sky Sport e la Lega Calcio per quanto prevede l’ultimo campionato».

«Quale può essere il rimedio? Come Inter non abbiamo chiesto la riduzione degli stipendi ai nostri giocatori perché la nostra stagione è finita al 20 di agosto e hanno fatto degli straordinari. Siamo davanti a una situazione drammatica dal punto di vista economico e soprattutto finanziario. Non possiamo chiedere soldi allo Stato, è impensabile, anche se il mondo del calcio paga circa 1 miliardo di euro come gettito fiscale. Vorremmo essere considerati in questo senso, come uno dei maggiori contribuenti, tra giocatori e tutte le figure assimilate. Tutto questo porta a chiedere al Governo di essere maggiormente considerati».

Come uscirne

Questa crisi economica nel calcio ha una duplice motivazione. La struttura era di per se pericolante. Troppi club avevano debiti pregressi e, per far quadrare il bilancio, si rendevano protagonisti di operazioni creative.

Come abbiamo visto nell’ultimo calciomercato, ci sono problemi sia a vendere che a comprare. Tutte le squadre hanno risentito del lucro cessante del botteghino. Ci sono state ripercussioni anche per quanto riguarda i diritti TV. Ci sono avvoltoi internazionali pronti ad avventarsi sulla carcassa. Si aspetta la decisione del Consiglio di Stato sulla revocazione della sentenza che blocca Sky su esclusiva diritti web.

Come affermato da Marotta, è di fondamentale importanza tagliare i costi. A fronte delle diminuzioni di fatturato, è assolutamente imprescindibile che i calciatori rinunciano agli stipendi. Poi ci sono stati casi estremi, come quello dell’Arsenal che ha licenziato il “Gunnersaurus”, salvo poi riassumerlo dopo che Ozil gli ha pagato gli stipendi. Tra l’altro Ozil è uno dei calciatori che aveva rifiutato il taglio al proprio stipendio.

Se il covid dovesse andare avanti per tutta la stagione, con stadi ancora chiusi, la crisi economica si esacerberebbe. Trattandosi di una pandemia globale, non ci sono club a cui questa situazione porta benefici. Cui prodest? A nessun club di calcio, ma sicuramente agli avvoltoi pronti ad avventarsi su componenti fondamentali delle voci di bilancio. I diritti TV subiranno forti ripercussioni.

Una considerazione finale sulle nazionali. Queste soste sono odiose, sono portatrici di infortuni e contagi, ma è da esse che la UEFA attinge parte dei ricavi per poterli distribuire tra i club…