Dopo il pareggio contro il Crotone ennesimo passo indietro nella prestazione per la formazione granata guidata da Marco Giampaolo. Il Toro visto ieri è la fotocopia esatta degli ultimi 8 mesi pre e post lockdown, una squadra scialba.

Gli uomini di Giovanni Stroppa escono dallo Stadio Olimpico Grande Torino consapevoli che perfino il punto guadagnato sia in realtà molto stretto rispetto al gioco e le occasioni avute. Il Toro non è mai stato incisivo e ne pericoloso, Giampaolo ha cambiato ancora una volta il centrocampo inserendo un dannoso Meité al posto di Gojak che bene aveva fatto contro il Genoa.

Arrivati a questo punto della stagione è evidente che il destino del Toro sia prossimo ad essere ormai segnato e lo spettro della retrocessione (che frutterebbe alle casse del Toro come paracadute intorno ai 25 milioni di Euro) sia quanto mai vicino a meno di cambi di rotta repentini ed immediati fin dalla prima complicatissima gara contro l’Inter a Milano.

Mister Giampaolo pare a questo punto l’ennesimo parafulmine di una Società inesistente, con la sola colpa di non aver dato immediatamente le dimissioni dopo una campagna acquisti fatta di sole chiacchiere e promesse ma con lacune pesantissime ed evidenti. Una Società totalmente incapace di gestire una Società professionistica, dove dopo 15 anni il nulla pare l’unica cosa certa.

Totale assenza di strutture di allenamento adeguate (perfino il Novara in Lega Pro ha un centro sportivo all’avanguardia), il “Robaldo” ancora un campo di addestramento militare più che un centro di allenamento, il Filadelfia ancora desolante e da ricostruire , Stadio in affitto (il Frosinone ha lo stadio di proprietà) con un campo da calcio inadeguato perfino per le squadre di prima divisione e dulcis in fundo una sede sociale a Torino in affitto.

Scaricare le colpe sui giocatori chiamandoli mercenari è francamente ingiusto e non corretto trattandosi di professionisti e non di tifosi, come tutti i professionisti cercheranno sempre il meglio per la propria carriera e non solo in termini di ingaggio. C’è da chiedersi perché un calciatore di livello medio alto e con un minimo di ambizioni dovrebbe mai rimanere in una Società come il Toro che resta una scatola vuota e dove l’unico vero obiettivo sia oggi la mediocrità. Lo stesso Andrea Belotti capitano di questo disastrato Toro potrebbe ben presto chiedere la cessione per lidi migliori.

A questo punto, caro Giampaolo, se davvero vuole salvare la sua carriera faccia un passo indietro Lei o sarà l’ennesimo capro espiatorio di un Presidente che con le chiacchiere è vincitore di campionati mondiali ma dove i risultati sportivi sono sotto gli occhi di tutti.

Gentilissimo Dott. Cairo, ci rivolgiamo direttamente a lei: a gennaio investa davvero in almeno 2 centrocampisti di qualità ed in una punta da affiancare al Gallo oppure, se non ha nessuna volontà di farlo, metta subito in vendita il Toro affidandosi ad un advisor serio. Vincerà cosi il suo ennesimo campionato delle plusvalenze, l’unico trofeo da lei alzato in 15 anni di gestione societaria.

Fabio Cantelmo