Milan-Verona sembrava avviarsi verso il fischio finale con la vittoria degli ospiti, ma poi ci ha pensato il solito Ibra. I rossoneri hanno mostrato una flessione, che già si era vista contro il Lille, dove la squadra di Pioli ha perso 3-0.

D’altronde ciò è fisiologico, quando non svolgi una preparazione adeguata (problema comune a tutte le squadre) e giochi tre match di preliminari. Il Verona non ha la qualità del Lille, ma è disposto in campo magnificamente.

Il Verona stava per vincere il primo match a San Siro dopo 58 incontri alla Scala del calcio. Poi ci ha pensato Ibra. Tra l’altro il Milan ha giocato 20 volte l’8 novembre e non ha mai perso. A far sì che questo incantesimo non si spezzasse non poteva che essere il suo fuoriclasse. Un fuoriclasse che ha arricchito la collezione di avversari a cui ha fatto gol in carriera.

E dire che la palla non voleva entrare, tra rigore calciato alle stelle, traversa e fallo di mano sull’azione del gol annullato a Calabria. Ma uno come lui è più forte delle avversità. Come non c’è virus che tenga, neanche la maledizione lanciatagli oggi da alcuni dei del calcio dispettosi ha fatto effetto. Il Diavolo ha ringraziato lui, che è salito sull’ascensore a recupero inoltrato.

Senza un leader come Ibra, difficilmente il Milan avrebbe rimontato la partita. Ritrovatosi presto il doppio svantaggio, la squadra rossonera ha reagito e ha lottato contro le avversità. Nella ripresa ha martellato, con tutti i compagni che hanno seguito il loro illustre leader. Il pareggio acciuffato con i denti è il risultato di una prova di grinta e cuore. Il Milan ha preso 5 gol consecutivi nell’arco di pochi giorni. Come un pugile messo alle corde, ma che sa soffrire, ma trovato il gancio giusto dopo tante tribolazioni.

La grandezza di Ibra è racchiusa in queste affermazioni post-partita: “Ce l’avevo con me stesso, quando la fatica entra in testa non sei al 100%. Giochiamo tante partite in poco tempo, meno male che arriva questa sosta. Anche oggi mi mancava lucidità e cattiveria davanti alla porta, oggi non c’ero”.