Roma Fonseca

La Roma ha sconfitto lo Young Boys dopo un primo tempo di difficoltà. Analizziamo tutti gli spunti del match di Europa League.

Una formazione iniziale stravolta

Paulo Fonseca ha pensato alla supersfida di lunedì contro il Milan. Il tecnico portoghese ha cambiato 9 degli 11 effettivi partiti contro il Benevento. Sono stati confermati solo Cristante e Pedro, mentre in porta si è rivisto Pau Lopez, che in campionato è finito dietro e Mirante nelle gerarchie del tecnico. Quest’ultimo è tornato al 3-4-2-1 con Kumbulla, Fazio e Juan Jesus in difesa. Il brasiliano, da tantissimo tempo fuori dalla formazione titolare, è stato inserito causa attesa del tampone di Mancini.

Karsdorp è tornato titolare a destra, dopo il problema muscolare che l’ha tenuto ai box. Bruno Peres ha agito invece sull’altra fascia. Ben quattro spagnoli tra centrocampo e attacco, con Cristante assieme a Villar nei due di centrocampo.

Gli effetti dei troppi cambi

I nove cambi operati Fonseca hanno creato problemi di amalgama alla Roma. Lo Young Boys ha quindi sfruttato queste difficoltà dei giallorossi. Gli svizzeri hanno immediatamente pressato alto e la Roma non è riuscita a uscire e a sviluppare il proprio gioco. Non essendoci Edin Dzeko dal primo minuto, la Roma non ha avuto neanche la possibilità di scavalcare il centrocampo con dei lanci.

Mayoral non è una prima punta

Il canterano del Real Madrid sarebbe decisamente più adatto a giocare in coppia con Dzeko, piuttosto che come suo sostituto. Sarebbero una coppia che si compendierebbe alla perfezione. Il gigante bosniaco è perfetto per far salire la squadra, proteggere palla e a dettare il passaggio. Mayoral ha come skill principale quella di attaccare lo spazio in velocità. Ieri è stato catapultato in un contesto tattico proibitivo, senza conoscere bene i compagni e senza rifiniture.

Le difficoltà di manovra

La Roma è sembrata sconclusionata nel primo tempo e si è affidata alle giocate dei singoli. Pedro non è partito al meglio. Carles Perez è stato vivace, ma poco concreto. La squadra si è mossa pochissima senza palla. Villar e Cristante si sono ritrovati stretti nella morsa e ci sono state pochissime linee di passaggio. Karsdorp è stato un pesce fuor d’acqua, vista anche la condizione fisica carente. Bruno Peres non si è trovato a suo agio a sinistra. La compagine squadra di Fonseca non è pertanto riuscita a sfruttare le fasce, faticando a costruire azioni per vie centrali e non riuscendo ad arginare il pressing degli svizzeri.

I big hanno fatto la differenza

Nella ripresa, Paulo Fonseca ha inserito alcuni titolari per provare a rimontare. Spinazzola ha dato una sterzata sulle fasce, partendo con il piglio giusto fin dalla sua entrata. A breve distanza di tempo il tecnico portoghese ha calato gli assi Veretout, Mkhitaryan e Dzeko. È stata un’altra Roma, e anche un’altra partita.

Lo Young Boys ha pagato gli sforzi compiuti nella prima frazione di gioco e, contestualmente, i giallorossi sono saliti di tono. Così come è salito il tasso tecnico. Dzeko è entrato in maniera decisiva nel gol di Bruno Peres e Mkhitaryan in quello di Kumbulla.

In conclusione, ancora una volta è emersa la discrepanza tra i titolari e le riserve. Il turnver di Fonseca sarà stato esagerato, ma qualsiasi cosa si fa, si sbaglia. La coperta è decisamente corta, guardando alla panchina. Spremere i titolari, prima di una partita contro una diretta concorrente che avrà luogo lunedì, avrebbe potuto avere effetti molto negativi.