E tutto tornò alla normalità, la solita straordinaria normalità. L’Atalanta ammirata ieri contro i danesi del Midtjylland ha messo in evidenza un aspetto: Napoli è stata soltanto un incidente di percorso, peraltro dovuto ad una motivazione che riteniamo valida. Gasperini ha visto tornare i suoi dodici giocatori impegnati con le nazionali il giovedì sera, un giorno e mezzo prima dell’impegno partenopeo.

A differenza di Gattuso che ha avuto due settimane a disposizione per preparare al meglio il match,col gruppo al completo, visto che il Napoli non ha fornito giocatori alle nazionali causa Covid. Non è un alibi per gli orobici ma è comunque un aspetto di non poco conto.

Passando all’analisi della partita di ieri sera, va fatta subito una premessa: al netto del solito spettacolo offerto dalla Banda Gasp, va evidenziato il livello davvero modesto della compagine danese,per cui già sabato pomeriggio contro la Samp di Ranieri, la Dea sosterrà un esame più difficile ed attendibile.

Fatta questa premessa, ci sono vari aspetti positivi che vanno evidenziati. Partiamo dalla mentalità. L’Atalanta lo scorso anno partì intimorita contro la Dinamo Zagabria (avversario alla portata), finendone travolta. Ieri sera si è presa il pallone e non l’ha più restituito agli avversari,come se volesse urlare all’Europa intera che la semifinale sfumata per pochi minuti non sia stata un caso.

Analizzando la prestazione dell’intera squadra, si è assistito alla consueta partecipazione collettiva, specialmente in fase di possesso. Emblematico il tal senso il gol di Zapata: cross di Toloi, sponda di testa da parte di Romero (con Djimsiti pronto alle sue spalle ad intervenire in rovesciata) e tocco vincente del colombiano.

Emblematico,inoltre, il fatto che i quattro gol provengano da quattro marcatori differenti, simbolo che il collettivo funziona a meraviglia. Se i gol del Papu e di Miranchuk sono due gemme individuali, i restanti due gol sono frutto di due azioni collettive strepitose, tutte in velocità al massimo a due tocchi.

Per quanto riguarda i singoli, su tutti spiccano Gosens e l'”ufo robot” De Roon, presenti ovunque. Anche l’ingresso di Ilicic è stato incoraggiante, specie se si ripensa al giocatore anonimo e fuori condizione visto a Napoli. Miglioramenti anche da parte di Romero, che piano piano sta capendo i meccanismi del calcio di Gasperini. Non a caso, lo abbiamo visto spesso proporsi in avanti, come fa sempre Toloi.

Menzione a parte per Miranchuk, autore di un gol delizioso: non avevamo dubbi sul suo talento cristallino, ammirato sia con la Lokomotiv Mosca che con la nazionale russa. Ennesima scommessa vinta dal ds Sartori?

La Dea ora è attesa dal match contro la Sampdoria e guarda con ottimismo alle prossime due gare casalinghe con Ajax e Liverpool.

 

Alessandro Catucci