Nei prossimi giorni si potrà acquistare a 15 euro nelle principali librerie e nei siti Edizioni2000diciassette, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Amazon, Libreria Universitaria, Librerie Coop e Hoepli il libro scritto da Daniele Garbo.  Il ricavato dell’Autore sarà devoluto in beneficenza a Soleterre Onlus per il Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica.

Daniele Garbo per quasi 30 anni ha raccontato lo sport a Mediaset diventando uno dei volti più amati dai telespettatori italiani. Lo ha fatto come recita il suo cognome sempre con “garbo” e con tanta professionalità, un uomo di altri tempi, un signore del giornalismo. In questo libro ci racconta gli episodi più significativi dei suoi 40 anni da “inviato speciale”, le situazioni curiose che ha vissuto in giro per il mondo e soprattutto i “personaggi” che ha incontrato lungo il suo cammino, momenti belli di cui è stato testimone e in qualche caso anche protagonista.

La prefazione è a cura di Riccardo Cucchi, giornalista Rai ed indimenticabile voce radiofonica di Tutto il Calcio Minuto per Minuto che presenta cosi il libro:

C’è una caratteristica della personalità di Daniele Garbo, l’autore di questo bel volume, che ho sempre apprezzato: l’ironia. Averne è segno di grande sensibilità. E intelligenza. Direi di più: modestia. Perché ironizzare, anche su se stessi, significa non prendersi troppo sul serio. E forse non prendere troppo sul serio nemmeno il nostro lavoro. Che non vuol dire, però, non saperlo fare bene. Daniele conferma la sua vis ironica anche nella scelta del titolo. Non c’è niente di più epico, nel lavoro del giornalista, che il ruolo di “inviato speciale”. E’ una meta ambitissima da parte di tutti i giovani colleghi. Diventare “inviato speciale” significa conciliare il fascino del lavoro giornalistico con il desiderio di avventura, di sfida all’ignoto, di viaggi, di valigia sotto al letto sempre pronta ad essere usata. Al primo squillo di telefono che introduca la voce del capo: “ Devi partire. Prenota l’aereo e vai…”. L’inviato non deve rispondere che a se stesso nell’ambito del suo mestiere. Non ha orari, confonde spesso il giorno con la notte, non dorme, a volte non mangia. Osserva, cattura sensazioni, le raccoglie su un foglio di carta, a volte anche solo nella propria memoria. E’ un mestiere che evoca il racconto di guerre, cronache, personaggi, luoghi. E sport. Perché anche lo sport ha i suoi “inviati speciali”. Spesso abbiamo condiviso voli, viaggi, partite con Daniele. Io con il microfono della radio, lui con la telecamera della tv. Abbiamo “spinto” sull’acceleratore quando era necessario perché il lavoro era intenso, o rallentato guardandoci un po’ intorno quando ci era concessa un po’ di tregua. Ricordo una trasferta in Svezia al seguito dell’ Under 21 del mitico Cesare Maldini nella quale ci siamo persino concessi una corsetta nel parco della deliziosa Vaxio. Ma erano momenti rari. I più frequenti erano fatti invece di interviste, corse contro il tempo, cronache e montaggi. Ma, ecco il segreto di Daniele, senza prendersi troppo sul serio pur lavorando alacremente, con responsabilità e senso deldovere. Questo lato dell’ “Inviato speciale” Daniele Garbo è impresso nel titolo di questo libro: quel “poco speciale” dice tutto del giornalista e dell’uomo.

Non vi anticiperò nulla. Leggerete voi stessi e leggendo scoprirete con quale leggerezza si possono raccontare fatti speciali, in alcuni casi paradossali in altri perfino spassosi, con la sorpresa che hanno occhi curiosi e appassionati di vita, personaggi, sport. Perché se c’è una cosa che non può mai mancare, un ingrediente essenziale per fare il lavoro di giornalista, ebbene questa è la curiosità. E’ la molla che ci spinge ad indagare, cercare, porsi e porre domande. Perché i primi a volere delle risposte devono essere i giornalisti. E quelle risposte saranno utili ai lettori, ascoltatori, telespettatori. Utili a formarsi una opinione sui fatti raccontati. Quando si conclude la nostra esperienza di lavoro, un’esperienza sempre accompagnata dalla passione, rimangono molti ricordi. Direi di più: molti dietro le quinte. Ed è per questo che viene voglia di scrivere. Daniele mette sulla pagina la sua vita da inviato. E vi accorgerete quanto sia stata ricca la sua esperienza umana e professionale. Ricca di episodi e di personaggi; di colpi di scena; di fatti curiosi; di imprevisti. In una espressione: ricca di vita. Perché a raccontare la vita che scorre sotto gli occhi di un “inviato speciale”, si finisce a viverla. A vivere tante vite quanti sono gli esseri umani incontrati e le loro vicende. Vi divertirete, strabuzzerete gli occhi, immaginerete situazioni, e persino paesaggi, intraprendendo il viaggio con Daniele. E, forse, comprenderete meglio le ragioni dell’alone di fascino che ancora avvolge il ruolo di “inviato speciale”. Magari, se siete giovani, vi innamorerete di questo mestiere. E sognerete di farlo, un giorno. O, semplicemente, godrete dei fatti che vi si raccontano. Di sicuro comprenderete che Daniele Garbo è stato un vero “inviato speciale” a dispetto del titolo che ha voluto dare al suo libro.

A proposito. Lavoravamo per due grandi aziende concorrenti, Mediaset e Rai. E naturalmente davamo tutti noi stessi per fare al meglio il nostro lavoro, nell’interesse di chi vedeva e sentiva e anche dei nostri editori, ovviamente. Noi però non eravamo “concorrenti “. E se uno di noi aveva la “notizia” la condivideva con l’altro. Perché tra colleghi ci si aiuta. In questo Daniele è stato il collega più generoso che abbia mai conosciuto.

Buona lettura. Di più: buon divertimento.

Riccardo Cucchi