Napoli squadra solida e divertente da guardare

Il Napoli visto in campo sabato sera ha fornito una certezza al campionato. Gli azzurri hanno dimostrato di essere solidi, ma pure assai divertenti da veder giocare.

Il cambiamento, rispetto all’atteggiamento speculare, a tratti conservativo, palesato in troppe circostanze la stagione passata, è frutto di una diversa filosofia imposta da Gennaro Gattuso alla squadra.

Indubbiamente Ringhio ha trovato la quadratura del cerchio, cambiando il modo di interpretare le partite. Il dominio del gioco posizionale ricercato ossessivamente attraverso il possesso, marchio di fabbrica indelebile dei partenopei lo scorso campionato, è stato sostituito da un calcio più diretto.

Ovviamente, l’allenatore ha invertito la tendenza, piuttosto che insistere sui princìpi che comunque avevano permesso al Napoli di conquistare la Coppa Italia, dopo aver constatato che un approccio alla gara più diretto e verticale sarebbe stata la soluzione ideale per esaltare Victor Osimhen.

Osimhen devastante negli spazi

In effetti, il centravanti nigeriano ha molestato costantemente il terzetto di difensori dell’Atalanta, saltandogli letteralmente in testa.

Osimhen, agendo da riferimento assoluto al centro dell’attacco, s’è dimostrato devastante nell’attirare l’avversario diretto sulla trequarti. Non permettendogli poi di intercettare la palla, spizzicandola per favorire gli inserimenti degli esterni, oppure diventando un’arma letale una volta lanciato in campo aperto.

Paradossalmente, Gattuso ha puntato su un piano gara capace di sfruttare a favore del Napoli il contesto tattico maggiormente congeniale agli orobici. La squadra di Gian Piero Gasperini, infatti, è portata a dimensionare il suo gioco su continui uno contro uno, in ogni zona del campo.

Il Napoli ha sfruttato le debolezze altrui

In tal senso, le difficoltà incontrate dai bergamaschi derivano dal fatto che hanno trascurato quanto il gioco degli azzurri potesse creare un vero e proprio corto circuito nella fase difensiva nerazzurra.

Gasperini inculca nei suoi giocatori una precisa mentalità. Quando la palla è gestita dagli avversari, bisogna attaccarli costantemente. Andare a caccia della sfera, dunque, e non limitarsi a coprire la zona di competenza.

Così il Napoli ha messo con le spalle al muro l’Atalanta. Poiché Gattuso ha deciso di approcciarsi al match da una angolazione differente. Trasformando i punti di forza dell’avversario in debolezze da sfruttare.

Lavorare in ampiezza, attaccare la profondità

La nuova prospettiva prevedeva che il Napoli lavorasse innanzitutto in ampiezza, con Lozano e Politano. Schierati a piede invertito hanno attirato in fascia i “braccetti” laterali degli orobici in fase di possesso. Sgranando la compattezza della difesa atalantina, che in fase di non possesso, si schiera sostanzialmente a 5, con una doppia linea di copertura.

Ritagliando il gioco sulle situazioni di uno contro uno, Gattuso ha sfruttato l’abilità dei suoi due esterni, isolati lateralmente per sfidare il diretto marcatore e creare superiorità numerica. Andando, quindi, velocemente in profondità, una volta saltato l’uomo.

Gattuso cambia pelle al Napoli

In definitiva, chi sostiene che il Napoli abbia bullizzato l’Atalanta a causa dei demeriti altrui, mente deliberatamente. Dimostrando di leggere soltanto con un’abbondante dose di superficialità le novità strategiche introdotte da Gattuso.

Al quale va riconosciuto il grande merito di aver compreso quanto possa essere letale, per gli avversari, valorizzare le caratteristiche di tutti i suoi offensive players. Magari un po’ carenti dal punto di vista del comportamento associativo. Eppure, dinamici e veloci. Tatticamente in grado di attaccare gli spazi e tecnicamente in grado di puntare l’uomo.

Francesco Infranca