Zlatan Ibrahimovic ha compiuto da poco 39 anni. L’attaccante svedese si è rimesso in gioco nel grande calcio, accettando il ritorno al Milan dopo sette anni e mezzo.

A seguito del grave infortunio con la maglia del Manchester United, in molti pensavano che la sua avventura nel grande calcio fosse finita. L’approdo in MLS a Los Angeles veniva visto come una sorta di “buen retiro” crepuscolare.

Qualcuno non si è reso conto di essere al cospetto di Zlatan Ibrahimovic, non un comune mortale. Lo svedese è tornato in Italia in forma smagliante. Ai proclami su Twitter hanno fatto seguito le sue prestazioni straordinarie sul campo. Ibra è ancora dominante fisicamente, è un accentratore, uomo squadra. La carta d’identità è un’inutile orpello burocratico per uno come lui.

Il “Not for everyone” sembra essere riferito a Ibra

 

Ibra ha eguagliato Silvio Piola come calciatore che ha segnato più marcature multiple in Serie A. E potrebbe superarlo. La doppietta di ieri, e la giocata in foto, sono arrivate dopo un discreto periodo di stop causa COVID.

Ci sono stati calciatori che hanno giocato fino a 40 anni e oltre. Totti però è andato in doppia cifra fino ai 37 anni e ha superato le 35 presenze stagionali fino ai 39 (non ancora compiuti). A 39 anni, l’asso svedese è ancora straripante a livello atletico. La cosa impressionante è che ha messo in difficoltà un centrale come De Vrij e ha reso un mis-match i duelli con gli altri difensori nerazzurri.

Non si è mai visto un calciatori di 39 anni, a questi livelli, andare a prendersi palla a centrocampo, correre come un ossesso, fare movimenti continui e vincere quasi tutti i duelli. I calciatori più “longevi” della storia erano costretti a gestirsi in campo, a questa età partivamo quasi sempre dalla panchina e non avevano i 90 minuti nelle gambe.

In questo senso, Ibra è più unico che raro. Ibrahimovic ha rivoltato il Milan come un calzino, aiutando anche lo spogliatoio a ricompattarsi. Il tutto, unito a una cura maniacale del proprio fisico, ha reso il fuoriclasse di origini slave un fattore.

«guardai in alto, e vidi le sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. Allor fu la paura un poco queta, che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta». (Inferno, Canto I)