Il derby di Milano è stato vinto dal Milan in un contesto particolare ed è stata una vittoria sofferta. Il campo ha dato un suo verdetto dopo una partita equilibrata.

Il Milan è stato più squadra nel primo tempo, mentre l’Inter ha palesato una mancanza di gioco che prescinde in parte dalle assenze. Discutibili le scelte di Conte in termini di sostituzioni.

Il Milan si è quindi aggiudicato il primo derby nell’era covid, sopperendo alla differenza tecnica con una capacità di gioco corale che è mancata all’Inter. I nerazzurri si sono affidati quasi del tutto alle giocate di un Romelu Lukaku mai domo.

Tuttavia c’è da dire che le assenze causa covid si sono rivelate indubbiamente determinanti. L’Inter è una squadra che ha singoli di livello, le indisponibilità hanno sicuramente pesato, soprattutto in fase difensiva, ma i nomi in campo c’erano. Pertanto il discorso dei calciatori che non hanno potuto prendere parte al match causa covid regge fino a un certo punto.

Il Milan si è dimostrato squadra. La compagine di Conte ha subito i due gol iniziali in maniera assolutamente evitabile. Il ritorno di Ibrahimovic ha dato una scossa non indifferente ai rossoneri. Esiste un Milan con Ibrahimovic e senza Ibrahimovic. Il ritorno di Romagnoli ha aiutato la difesa a fare fronte meglio a Lukaku, fermo restando che il calciatore belga è stato molto pericoloso.

Sul discorso del rigore non dato, con la decisione che ha fatto storcere il naso a molti, riportiamo le parole di Luca Marelli.

“L’infinita complessità dei concetti di giocata e deviazione. In questo caso è un rimbalzo sul difendente, chiaramente una deviazione che non rimette in gioco l’attaccante. Kessié doveva essere ammonito ma, come sappiamo, il VAR sui gialli nulla può”.

Andrea Carrara