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Dall’inizio della Serie A 2019/2020, stanno uscendo nuovi casi di positivi al COVID-19 praticamente ogni giorno. L’escalation è enorme e, senza correttivi, rischia di andare proporzionalmente di pari passo con quella dei contagi generali.

In vista del derby della prossima giornata di Serie A, il Milan aveva avuto vari contagi, ma l’Inter ha superato i rossoneri. Si è parlato in maniera stucchevole della questione sorta a seguito di Juve-Napoli.

La proposta di una bolla stile NBA per quanto riguarda le società di Serie A va incontro a varie questioni. Molti commentatori battono sulla questione morale. “Perché i calciatori dovrebbero essere privilegiati rispetto a tante famiglie che sono molto più esposte?”. Altri pongono invece l’accento sulla fattibilità. In NBA il giro d’affari è decisamente inferiore rispetto alla Serie A. Pertanto, Oltreoceano è decisamente più semplice allestire strutture all’uopo attrezzate.

In primo luogo, va prima di tutto stabilita la fattibilità, mettendo naturalmente da parte la retorica. Costruire e attrezzare delle strutture necessità di tempo. Organizzare una “bolla” in stile NBA non è pertanto semplice. Qualora gli studi di fattibilità confermassero la possibilità di allestimento in tempi brevi, nel periodo in cui si dovesse procedere alla costruzione di una “bolla” vera e propria, ci sarebbero comunque tanti altri calciatori contagiati. I contagiati entrerebbero tuttavia nella bolla una volta guariti.

La Serie A può essere salvata solo in due casi. Il primo è che il virus darà tregua e i calciatori presteranno la massima attenzione. Il secondo caso è proprio la realizzazione di questa bolla. Fermo restando che dovrà essere possibile.

In tal senso, bisogna sperare nella razionalità della FIGC e della Lega, la cui corda è precipitato in un ginepraio fatto di caos e idee improbabili. Solo in questo caso si potrà salvate la Serie A, evitando poi scontri tra Lega, FIGC, ASL e società. Il protocollo stilato e sottoscritto era totalmente illogico e pieno di falle, non avendo previsto questa escalation dei contagi.

A prescindere dalla questione giuridica, se Juve-Napoli si fosse disputata, ci sarebbero stati quasi certamente dei contagi nei bianconeri, portando a un effetto a catena interminabile. Qua c’è il rischio concreto di un’implosione dei campionati, con una bomba ad orologeria destinata a scoppiare da un momento all’altro.

La situazione più preoccupante è, appunto, data dal fatto che la realizzazione di una bolla efficace non è scontata. Se ciò non dovesse essere possibile, il completamento dei campionati con una stagione di 38 partite rimarrà assoluta utopia.