Il Bayern Monaco ha continuato il suo impressionante 2020, ribaltando lo 0-1 iniziale e vincendo la Supercoppa europea contro il Siviglia. Questa occasione ha rappresentato il primo grande appuntamento europeo in cui sono stati accolti i tifosi allo stadio da quando il calendario calcistico è stato interrotto dalla pandemia di coronavirus. Alla Puskas Arena di Budapest è stato consentito l’ingresso a 15.180 spettatori (la capienza dell’impianto è di 67.000).

Gli uomini di Flick sono passati in svantaggio quando Lucas Ocampos ha segnato un audace rigore “no look” dopo che David Alaba ha commesso un fallo su Ivan Rakitic. Leon Goretzka ha segnato il gol del pareggio dopo la mezzora del primo tempo. Robert Lewandowski e Leroy Sané sono andati anche loro in rete, ma le loro marcature sono state annullate. Successivamente, Manuel Neuer ha salvato su Youssef En-Nesyri.

L’eroe della serata è stato l’ex Athletic Bilbao Javi Martínez, che ha realizzato con un colpo di testa al 104° minuto. La rete è stata decisiva per assicurare la vittoria al Bayern. La squadra di Hansi Flick è, inoltre, imbattuta dal dicembre 2019.

Il gioco del Bayern

Il Bayern Monaco è stato disposto da Hansi Flick con lo stesso schieramento, il 4-2-3-1, con cui ha vinto la finale di Champions. Visto l’addio di Thiago Alcântara, Joshua Kimmich ha composto il duo di centrocampo con Leon Goretzka. Il Siviglia si è difeso con un 4-4-2. Suso e Lucas Ocampos sono scalati a centrocampo mentre Ivan Rakitic è avanzato al fianco di Luuk de Jong.

Il 4-2-3-1 di Flick in azione

 

Il Bayern ha controllato in gran parte il possesso e ha cercato di costruire dalla difesa contro una squadra che ha giocato senza timori reverenziali. A Kimmich e Goretzka è stato ordinato di scambiarsi regolarmente di posizione. Thomas Müller ha fornito assistenza nel possesso, provando anche a sparigliare le carte in avanti. Il 31enne tedesco non dava punti di riferimento, pertanto Fernando doveva scegliere tra seguirlo, rischiando di lasciare sguarnita la zona, oppure di farlo prendere da altri.

Data la pressione alta del Siviglia, il Bayern ha trovato più facilmente spazio tra le linee. Leroy Sané e Serge Gnabry hanno provato a inserirsi dietro difensori ed esterni. La squadra di Julen Lopetegui, invece, è rimasta con il proprio blocco centrale. Così facendo hanno ristretto gli spazi, costringendo il Bayern a dover provare a scardinare un blocco difensivo organizzato.

I quattro calciatori offensivi del Bayern si sono resi protagonisti di rotazioni laterali e movimenti in direzioni opposte. Flick ha allargato regolarmente il possesso, vista le densità del blocco centrale di Lopetegui. La partnership formata da Robert Lewandowski e Thomas Müller ha creato alcune promettenti opportunità di gol per il Bayern, due delle quali sono andate a buon fine. La loro comprensione del posizionamento e dei movimenti reciproci è stata fondamentale per bypassare la difesa del Siviglia.

I bavaresi hanno costruito tanto, ma sono riusciti a passare solo nei supplementari, quando oramai il Siviglia era a corto di energie.

Il Bayern ha allargato il gioco per provare a scardinare il blocco centrale degli andalusi

 

Il gioco del Siviglia

Come in occasione della finale di Europa League contro l’Inter, lo stile di gioco di Lopetegui è stato semplice ed essenziale. Il Siviglia non esprime un gioco elaborato o complesso, ma questo è tutt’altro che un difetto o un punto debole.

Il tecnico spagnolo ha disposto la squadra con un 4-2-3-1. Gli avanti sono stati Suso (destra), Lucas Ocampos (sinistra), Ivan Rakitic (vertice alto) e Luuk de Jong (attacco). Data l’intensità del pressing dei bavaresi, il Siviglia ha giocato parecchi palloni lunghi. I lanci puntavano a cercare sia de Jong sia gli esterni, nella speranza di trovare impreparati i difensori tedeschi.

La velocità di Navas ed Escudero ha incoraggiato le ali a buttarsi negli spazi. Gli stessi terzini si sono sovrapposti di continuo, prendendo di infilata la retroguardia bavarese. Gli inserimenti dei centrocampisti nell’occupare l’area hanno dato maggiori opportunità agli esterni di mettere i palloni in mezzo.

Il Siviglia ha sfruttato gli esterni, mentre Rakitic ha ricoperto la posizione di vertice alto

 

Gli inserimenti di Oliver Torres e Youssef En-Nesyri hanno fatto passare Lopetegui al 4-3-3 per un breve periodo. Con l’ingresso di Nemanja Gudelj, la squadra è tornata al 4-2-3-1. Nella ripresa, le occasioni sono state poche per gli andalusi, almeno fino al minuto 86, quando il marocchino è stato ipnotizzato da Neuer.

Sia nella ripresa che nel supplementare, il Siviglia ha puntato sui lanci lunghi, sfruttando alcune debolezze dei tedeschi. Molti di questi lanci sono stati preda del solito Neuer, spettacolare in molte situazioni. Eppure questo tipo di gioco così essenziale ha prodotto pericoli e, con un po’ di fortuna e precisione, il Siviglia avrebbe potuto vincere.

Quando Flick ha messo in campo Alphonso Davies e Jerome Boateng, i pericoli creati dal Siviglia si sono ridotti. D’altronde gli spagnoli hanno speso tantissimo per contrastare i tedeschi e tenere i blocchi coesi.

In conclusione, ad avere la meglio è stata la squadra più forte, ma il gioco del Siviglia è efficace anche ai massimi livelli. In certi contesti, semplificare è una virtù e non un difetto. Questo è quanto pensato da Lopetegui. Ci sono squadre che esprimono un calcio molto elaborato, ma non curano certi particolari. Il Siviglia porta avanti un tipo di gioco meno arzigogolato, più essenziale, ma ha decisamente molti meno punti deboli e la pericolosità non viene certo meno…