Patson Daka è salito alla ribalta per le partite giocate nelle coppe europee. Il Napoli lo ha affrontato nelle doppie sfide di Europa League e di Champions. Come noto, l’attaccante zambiano è arrivato al Salisburgo nel 2018.

All’inizio è rimasto all’ombra di Erling Haaland, in quella squadra che negli anni ha prodotto attaccanti come Mané, Minamino o Hwang. Daka è pronto a prendersi le luci della ribalta. Quattro anni fa fu segnalato alla società della Red Bull da Frederic Kanoute, ex attaccante del Siviglia.

Di strada il ragazzo ne ha fatta tanta anche rispetto alle esibizioni contro il Napoli di un anno e mezzo fa. Il ragazzo zambiano è stato chiamato a prendere l’eredità del bomber norvegese nello scacchiere di Jesse Marsch. Il Salisburgo ha vinto il settimo titolo di fila e, a seguito dell’addio di Haaland in direzione Dortmund, Daka ha iniziato a segnare a raffica.

Non più spalla ma bomber puro, lo zambiano si è calato nel migliore nei modi nella parte. Il 10-0 in Coppa d’Austria rifilato al modesto Bregenz potrebbe voler dire poco. Nei vari gol segnati, il ragazzo ha dimostrato un repertorio non indifferente. Sul primo gol ha tirato improvvisamente sfruttando un pallone vagante. Sul terzo ha invece controllato alla grande, portandosi avanti il pallone in maniera istintiva e tirando al momento giusto.

Questo invece il gol all’esordio di questa edizione di Bundesliga. Il marchio di fabbrica è lo scatto tra i difensori, con tanto di controllo ben coordinato e finalizzazione variegata.

Daka si porta avanti il pallone utilizzando una certa dose di istinto, ma non casualità. Lo zambiano è in grado di segnare con entrambi i piedi e sa usare sia il destro che il sinistro nell’avanzare. Come Haaland, è inoltre un eccellente colpitore di testa. Questa attitudine ancestrale alla finalizzazione e i tocchetti (istintivi ma pensati) lo rendono unico nel suo genere.

Siamo al cospetto di un finalizzatore e non di un calciatore che cuce il gioco o tira parecchio da fuori. La bravura nel controllo, con ambo i piedi o di petto, e la poliedricità di esecuzione, lo rendono estremamente imprevedibile per portieri e difensori. Refrattario ai cliché, Daka rifugge qualsiasi paragone: «esistono un solo Haaland e un solo Daka».

Specializzato nei tagli centrali, Daka riesce a svariare su tutto il fronte offensivo, riuscendo a superare il diretto avversario con un dribbling rapido. Non è un centravanti di sponda alla Lukaku né ha la sua potenza, ma ha qualità da bomber di razza che sta affinando. Il tutto condito da una velocità decisamente elevata e dalla capacità di mantenere il controllo del pallone anche in corsa.

La sfida è quella di lavorare sull’aspetto tecnico e sul controllo dell’istintività nelle giocate non di finalizzazione, nonché sul gioco spalle alla porta. Daka è un attaccante altruista, in grado di combinare con un’altra punta, pertanto, una volta limati questi difetti, potrà diventare un centravanti di livello mondiale.

In Italia lo vedremmo molto bene nel gioco dell’Inter, con Conte che prevede l’assetto a due punte. Lo zambiano è un attaccante che cerca la profondità e riesce a sfondare molto bene anche sul lato destro.