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La Masia, settore giovanile del Barcellona diventato celebre per aver sfornato una leggenda come Leo Messi, andava per la maggiore nel decennio scorso.

Ricordiamo i titoli celebrativi nei confronti del settore giovanile del Barcellona, sulla scia delle imprese di Messi e Guardiola. La Masia ha portato avanti un sistema di gioco che ha preso spunto da Michels e Cruyff ed è stato attuato nel calcio moderno da Guardiola. Il tecnico catalano ha costruito una squadra vincente, portando in prima squadra tanti prodotti.

Esattamente 13 anni fa, debuttò in prima squadra Bojan Krkic, con Frank Rijkaard (un altro olandese) alla guida. Nello stesso anno, il 2007, fecero il loro debutto anche Jeffren e Giovani dos Santos.

Leo Messi è l’unico, assieme a Pedro e Alcantara, ad aver completato il percorso con La Masia che ha raggiunto certi livelli. Piqué e Fabregas hanno lasciato La Masia per trasferirsi in Inghilterra ad appena 16 anni.

In molti hanno reputato campioni o potenziali tali certi giocatori solo perché il Barcellona di Guardiola era una macchina perfetta, zeppa di campioni. Si parlava un gran bene di Jeffren, che effettivamente giocò bene varie partite nel 2009/2010, ma il calciatore è poi sparito dai radar. A 26 anni giocava in seconda divisione spagnola, a 27 in seconda divisione belga.

Andreu Fontas, visto come un possibile erede dei titolari, ha giocato solo due stagioni da titolare in Europa, con la maglia del Celta, prima di trasferirsi negli USA. Marc Bartra ha fatto meglio, ma non è mai stato titolare a certi livelli e adesso arranca con il Betis.

Gai Assulin aveva fatto vedere grandi cose con La Masia, ma in prima squadra non ha praticamente avuto spazio e adesso peregrina a livelli molto bassi. Isaac Cuenca, inserito nella lista dei migliori giovani da Don Balon, ha peregrinato tra Israele, divisioni inferiori spagnole, Turchia e, adesso, Giappone. Nella stessa lista era stato inserito anche Cristian Tello, il quale ha avuto finora una carriera decorosa. Titolare a Porto e Firenze, ora gioca nel Betis.

Kiko Femenia era tra le grandi promesse de La Masia. Dopo stagioni molto negative, ha trovato la sua dimensione prima all’Alaves poi al Watford. Giovani dos Santos veniva definito il nuovo Ronaldinho, ma ha avuto una carriera fiacca. L’unica luce è stata a Villareal, poi è andato negli USA prima di trasferirsi in Messico, suo Paese d’origine. Percorso simile per il fratello Jonathan dos Santos, anche lui ripresosi al Villareal e ora ancora negli USA.

E poi Bojan Krkic, colui a cui fu annullato il gol contro l’Inter in semifinale di Champions per un tocco di mano di Yaya Touré, colui che colpì di testa mandando clamorosamente fuori il pallone. Grandissimo funambolo e autore di giocate spesso geniali, si è perso completamente. Dopo i flop con Roma e Milan, ha giocato una sola stagione da titolare nello Stoke City. Adesso gioca nel Montreal Impact in MLS, dove ha racimolato pochissime presenze.

La Masia è stata a lungo mitizzata, ha portato uno stile di gioco che ha fatto la storia, ma nella generazione di Messi ha portato alla ribalta pochissimi calciatori che si sono rivelati campioni.