Anni fa molti tifosi della Lazio reputavano, non si sa in base a quale astruso motivo, Lucas Biglia tra i migliori centrocampisti in circolazione. Il centrocampista argentino era titolare in nazionale, ma il motivo era facile da capire. I rivali erano Gago e Augusto Fernández.

Già in fase calante da un paio d’anni, visti i numerosi problemi fisici che lo perseguitavano, nel 2017 Biglia approdò al Milan. La telenovela fu lunga e l’acquisto si concretizzò a metà luglio. Lotito vide dei polli da spennare e riuscì a rifilare l’argentino a Mirabelli e Fassone per 19,2 milioni più altri 500 mila euro di bonus (fonte: bilancio Milan 2019). L’ingaggio era di 3,5 milioni di euro netti a stagione.

Dopo una prima stagione in cui ha disputato 28 partite (non moltissime, tra l’altro), nelle ultime due l’argentino ha visto il campo molto poco. Nel 2018/2019 ha disputato 16 partite di campionato, nel 2019/2020 solo 14. Dal 2017/2018, Biglia ha avuto ben 8 infortuni, per un totale di 43 partite saltate. I dati sono di Transfermarkt.

Al di là degli infortuni, quando il Milan ha avuto persone diverse a fare mercato, il centrocampo è stato rinforzato e lo spazio per Biglia si è sempre più ridotto. Con Bakayoko in campo, l’ex Lazio entrava spesso nella ripresa, quando non era infortunato. Maldini e Boban sono riusciti ad acquistare Ismail Bennacer (22 anni nel 2019) a un prezzo inferiore rispetto a quanto corrisposto dal “duo delle meraviglie” due anni prima per Biglia.

Il suo contratto è scaduto questa estate e il Milan ha deciso di non rinnovarglielo. L’argentino aveva due opzioni, ovvero tornare in patria o accettare qualche ricca offerta tra Europa orientale, Asia o MLS. Ha optato per il Fatih Karagümrük, squadra neopromossa in Superlig turca, dove stanno svernando vecchie conoscenze del campionato italiano come Viviano, Emeghara, Jorquera e Zukanovic.

A tre anni dal suo ingaggio, vista la presenza in rosa di Bennacer e Tonali, il Milan può solo sorridere. Non ci capacitiamo di come abbiano fatto i due dirigenti rossoneri, tre anni fa, a voler affidare le chiavi del centrocampo a un calciatore di 31 anni con problemi fisici e che non era certo Xavi.

L’episodio per cui Biglia verrà ricordato a Milano è il litigio con Kessié in panchina, con tanto di scuse forzate reciproche davanti alla TV. Sul campo non ha praticamente lasciato traccia.

L’ingaggio rimanda a quella campagna acquisti scellerata, con oltre 230 milioni impegnati, per poi fallire l’accesso alla Champions. Per fortuna del Milan, quei tempi e il centrocampo in mano a Biglia sono solo un lontanissimo ricordo. Il presente, con il sempreverde Ibrahimovic e dei prospetti di valore conclamato, è assolutamente roseo.