Nanoscienze, nanocompositi, nanofibre, nano alimenti, nanomateriali, nanopackaging … il prefisso nano è di moda. Tuttavia, in pochi sanno in cosa consiste la nanotecnologia, quindi prima di spiegare la sua applicazione al calcio, bisogna spiegare in cosa consiste.

Per scoprirne l’origine dobbiamo risalire al 29 dicembre 1959. Quel giorno Richard Feynman, premio Nobel per la Fisica nel 1965, sorprese i presenti con il suo straordinario discorso There’s Plenty of Room at the Bottom al Caltech in California. Tuttavia, è stato solo a metà degli anni Settanta che Norio Taniguchi ha usato per la prima volta il termine “nanotecnologia” per descrivere la produzione tecnologica in dimensioni ultrafini.

 

LA NANOTECNOLOGIA È ATTUALMENTE DEFINITA COME “LA CONOSCENZA E IL CONTROLLO DELLA MATERIA IN DIMENSIONI DA 1 A 100 NANOMETRI CIRCA”.

 

Immaginare a cosa equivale un nanometro non è affatto facile, quindi va fatto un esempio: un nanometro corrisponde a ciò che un’unghia cresce in un secondo! E la nanotecnologia è legata al calcio? Più di quanto si possa pensare. Vediamo un po’. Molte squadre fanno indossare ai propri giocatori speciali maglie e pantaloncini in allenamento. Questi indumenti sono dotati di nanosensori incorporati che raccolgono informazioni sulle loro condizioni fisiche misurando gli impulsi, l’affaticamento muscolare, l’eccessivo allenamento e l’attivazione di ogni muscolo, ecc. Tutti i dati vengono immediatamente registrati su un computer o tablet, dove il personale tecnico può accedere alle informazioni. I dati raccolti aiutano a prevedere gli infortuni o a sapere quale giocatore è in forma migliore.

Indumenti con nanotecnologia incorporata

 

D’altra parte, le grandi aziende commerciali stanno incorporando particelle nanometriche nell’abbigliamento sportivo per raggiungere altri obiettivi. Ci sono aziende che utilizzano nanofibre polimeriche, fibre con nanoparticelle, materiali tessili con nano finiture o strati di tessuto con nanoparticelle. Tutti questi nanomateriali aiutano a migliorare la traspirazione, hanno un’attività antibatterica, combattono i cattivi odori, proteggono meglio il calciatore dalle radiazioni solari, ecc. Inoltre, queste fibre sono in grado di resistere a più di 100 lavaggi senza perdere le loro proprietà…

Le nanotecnologie sono utilzzate da anni in NFL e NCAA. Un allenatore saprà in pochi secondi esattamente con quanta forza un suo giocatore è stato appena colpito. Anche se un giocatore ritorna in campo, lo staff presente a bordocampo avrà a disposizione dati che mostrano con precisione chirurgica l’esatto stato di salute del giocatore.

Nell football americano, il cuore della nanotecnologia è costituito dalla schiuma “smart” abilitata dalle nanoparticelle, che prende il nome di “ExoNanoFoam”. Questa schiuma si comporta come un piezoelettrico in cui la pressione sul materiale produce una tensione elettrica. Un sensore a microcontroller posizionato nel casco legge il voltaggio elettrico prodotto dalla schiuma e invia un segnale ad un tablet dotato di un programma che lo interpreta e fornisce informazioni in tempo reale sulla gravità del colpo subito dal giocatore. Queste nuove tecnologie misurano quindi gli impatti in tempo reale al fine di migliorare la sicurezza dei giocatori.

Poiché la schiuma è effettivamente a contatto con la testa del giocatore, essa fornisce una misurazione più accurata delle forze sulla testa del giocatore rispetto agli accelerometri che erano stati usati in precedenza per misurare questi impatti. L’inconveniente degli accelerometri è che essi misurano solo l’accelerazione o la decelerazione del casco del giocatore.