Raymond Domenech è un allenatore francese di 68 anni, che probabilmente soffre di alcuni effetti precoci della vecchiaia. Ci sono ex allenatori di oltre 80 anni, ancora lucidissimi, mentre l’ex CT della Francia sta peggiorando.

Queste le dichiarazioni dopo la rimonta all’ultimo respiro del PSG contro l’Atalanta: “Grazie Gasperini per i cambi a fine partita. Conferma che la leggenda che vuole gli allenatori italiani grandi tattici rimane solo una leggenda”.

Qualcuno spieghi a Domenech che il PSG ha speso 1,5 miliardi di cartellini da quando c’è la nuova proprietà. Qualcuno gli spieghi che l’Atalanta era in vantaggio fino al minuto ’89 nonostante un fatturato pari a un quinto di quello del club parigini.

Qualcuno gli spieghi che che il tecnico del PSG è tedesco. Qualcuno gli spieghi che Gasperini ha dato lezioni di calcio a tantissimi allenatori. Qualcuno gli spieghi che del tecnico piemontese ne ha tessuto le lodi un certo Mourinho. Se venisse interpellato su Domenech, il portoghese direbbe robe del tipo: “Conosco Domenech il portiere del Valencia, conosco Domenec l’allenatore del Flamengo, non conosco questo Raymond Domenech: se vuole parlare con me, deve pagarmi”.

Parliamo di colui che, dopo il Mondiale 2006, è stato capace di non superare il primo turno agli Europei e ai Mondiali 2010 con la Francia. Parliamo di colui che al Mondiale 2006 giocava in maniera invereconda, superando il turno soffrendo e perdendo in finale contro l’Italia. Contro quell’Italia, “i cui allenatori sarebbero grandi tattici solo per leggenda”. Avendo perso quindi con un “pessimo tattico” come Lippi, immaginate il livello di Domenech.

Alcuni tecnici ammettono sportivamente sconfitte e/o fallimenti, ad altri brucia il sedere vita natural durante.

Dopo la cacciata di questo CT, la Francia ha gettato le basi per tornare al vertice del calcio europeo e mondiale. Vorrà pure dire qualcosa. Domenech può essere un ottimo attore di teatro nella parte del saltimbanco o del pagliaccio, ma allenare e rilasciare dichiarazioni tecniche non sono “arte sua”. Meglio lasciare questi campi a chi ne ha le competenze, per evitare di esporsi all’ennesima figura ben poco edificante.