Dopo l’eliminazione dalla Champions contro il Lione, Andrea Agnelli ha deciso di sollevare dall’incarico il tecnico Maurizio Sarri. La scelta è assolutamente discutibile. A pagare è il tecnico, ma la rosa, come abbiamo spiegato, era ricca di falle.

Se seguito al meglio dal gruppo, Max Allegri avrebbe magari vinto lo scudetto più in scioltezza e superato il Lione, ma si sarebbe quasi certamente fermato contro il City.

Adesso è ripartito il toto-allenatore, ma in giro ci sono scommesse ancora maggiori rispetto a Sarri, fatto salvo il caso in cui si liberi un top (Zidane resta il sogno).

Andrea Pirlo non ha mai allenato e gli è stato affidato l’incarico di tecnico dell’under 23. Simone Inzaghi ha dimostrato di avere problemi a giocare ogni tre giorni. Vero che la Lazio non ha una rosa lunga, ma che sia in grado di reggere le tre competizioni con la Juve è tutto da dimostrare. Luciano Spalletti ha fatto quasi sempre bene, ma non ha mai vinto scudetti in Italia.

Mauricio Pochettino è un tecnico che si concentra maggiormente su una competizione. L’argentino è libero ed è il tecnico maggiormente “di nome”. Lo scorso anno non ha brillato in Premier con il Tottenham, mentre in Champions ha raggiunto la finale non senza una dose di fortuna. Senza il clamoroso harakiri dell’Inter di Spalletti sarebbe uscito ai gironi.

Sarri non è riuscito a esprimere il suo gioco, ma la dirigenza non gli ha consegnato una squadra adatta al suo tipo di gioco. Né al suo né di qualsiasi altro tecnico. Il nuovo tecnico sarà chiamato quindi anche a ricostruire, in quanto va cambiata metà squadra titolare.

Senza una scelta azzeccata del tecnico e un mercato fatto bene, la Juve rischia grosso. Ad ogni modo potremo dare un giudizio definitivo a fine calciomercato. Andrea Agnelli si è preso la responsabilità, ma adesso non può sbagliare. L’Inter si sta avvicinando tecnicamente ed economicamente, ragion per cui il mercato non va sbagliato anche per vincere un decimo scudetto che sarà tutt’altro che scontato.