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Il Real Madrid di Zidane è stato incoronato campione di Spagna dopo la vittoria per 2-1 contro il Villarreal di giovedì sera, conquistando il titolo con una serie di 10 vittorie consecutive da quando la Liga è ripresa a seguito della pausa forzata a causa del coronavirus.

È stata una svolta impressionante per la squadra del tecnico franco-algerino, che aveva chiuso la scorsa stagione a 19 punti dal Barcellona, praticamente con la stessa squadra titolare.

E il trionfo rappresenta una nuova era per i Blancos, che sono diventati una squadra molto diversa – in meglio – da quando Zidane è tornato per il suo secondo mandato al Bernabeu nel marzo 2019.

Parliamo di questa metamorfosi per tornare al top.

Zidane ha gestito al meglio la trasformazione difensiva

Zidane è sempre stato acclamato per le sue capacità di gestione dello spogliatoio, con un’aura di regalità che gli permette di imporre il rispetto e di infondere coesione al gruppo. Non a caso è definito un “domatore di campioni”.

In passato, però, era stato frequentemente criticato di essere tatticamente deficitario, venendo accusato di affidarsi alle giocate dei simboli. I detrattori facevano leva sul fatto che, pur avendo vinto tre Champions consecutive, il Real era inconsistente in campionato, subendo troppi gol.

Dopo aver terminato la Liga a distanza siderale dal Barcellona nelle ultime due stagioni, Zidane ha però individuato i punti deboli della sua squadra e li ha corretti.

 

In sostanza, il Real Madrid ha acquisito una compattezza ben diversa, lasciando meno spazio agli avversari e sviluppando una fase difensiva con una determinazione collettiva per proteggere la porta. A differenza dello stile arrembante degli ultimi anni, che rendeva vulnerabile la difesa, ora i Blancos sono perfettamente equilibrati e molto difficili da perforare.

Di conseguenza, gli uomini di Zidane vantano la miglior difesa della Liga, avendo subito solo 23 gol in 37 partite di campionato, quasi dimezzando il numero di gol concessi nelle due stagioni precedenti (46 la scorsa stagione, 44 nel 2017-18).

Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alle eccellenti prestazioni individuali: Ferland Mendy garantisce una solidità difensiva diversa nel ruolo di terzino sinistro rispetto a Marcelo, Raphael Varane ha disputato la migliore stagione della sua carriera, Thibaut Courtois è tornato a dare il meglio di sé tra i pali, Sergio Ramos rimane un leader dotato di una ferocia competitiva e nessuno protegge la linea difensiva meglio del solito Casemiro.

Molto più importante delle performance dei singoli, però, sono state la mentalità collettiva e la disciplina tattica instillate da Zidane in tutta la squadra. Questo titolo, senza dubbio, è stato costruito a partire dalla difesa.

Gol ben distribuiti

La nuova fisionomia della squadra è esemplificata anche dalla varietà dei marcatori, con 21 calciatori del Real in gol in questa stagione: record per la Liga. Gli unici della rosa a non aver segnato sono stati il difensore Éder Gabriel Militão e l’esterno Brahim Diaz.

In un certo senso, questo si è riflettuto negativamente sugli attaccanti della squadra, nessuno dei quali ha segnato più di tre gol in campionato, fatto salvo Karim Benzema. Il secondo marcatore è il capitano Ramos, che ha segnato sei delle sue dieci reti dal dischetto, seguito dai centrocampisti Toni Kroos e Casemiro con quattro gol a testa.

Sergio Ramos

 

Così come tutti hanno avuto un ruolo nel miglioramento difensivo, e non solo i quattro che compongono la linea difensiva, Zidane propone un tipo di calcio che incoraggia qualsiasi calciatore a trovarsi in zona gol.

Questi dati suoi gol sono anche sinonimo del fatto che il tecnico dà fiducia a tutta la rosa. Tutti i calciatori abili e arruolabili – compresi quelli ai ferri corti, come Gareth Bale e James Rodriguez – hanno giocato almeno una partita da titolare nel mese scorso. La capacità di Zidane di far sentire ogni giocatore necessario e importante è ineguagliabile.

Benzema senza CR7

Benzema ha messo a segno 21 gol e servito 8 assist in Liga. Il francese ha pertanto realizzato gli stessi gol dello scorso anno, ovvero nettamente di più rispetto alle stagioni precedenti.

Oltre i freddi numeri, però, Benzema è fondamentale per il suo gioco volto al sacrificio e alla costruzione, grazie anche alle sue abilità oculo-podaliche nel dialogare con i compagni. Il francese, nonostante abbia 32 anni e mezzo, mostra ancora un raggio d’azione non indifferente, arretrando fino a centrocampo per giocare il pallone e svariando su entrambe le fasce per puntare l’avversario o per accentrarsi.

Benzema ha indubbiamente beneficiato della partenza di Cristiano Ronaldo, potendo ora fungere da punto focale del gioco d’attacco della squadra piuttosto che essere principalmente al servizio della stella portoghese.

In questa stagione di Liga, Benzema ha segnato 11 gol contro le prime 10 della Liga, Leo Messi solo 5

 

Da quando Ronaldo è stato ceduto alla Juventus, Benzema ha più che raddoppiato i suoi gol, segnando 42 reti in campionato nelle ultime due stagioni, a fronte dei 16 delle due precedenti.

Benzema migliora i suoi compagni di squadra e la sua crescente intesa con Eden Hazard è stata particolarmente piacevole da vedere, mentre anche i giovani brasiliani Vinicius Jr e Rodrygo stanno sbocciando sotto la sua guida.

Inoltre, il francese, che non ha un sostituto naturale in rosa (tra l’altro Jovic, calciatore diverso come caratteristiche, ha piuttosto deluso), è un vero e proprio stakanovista, essendo il calciatore in rosa con minutaggio maggiore assieme all’inossidabile diga Casemiro.

I giovani fanno promettere un futuro roseo

Una notizia ancora migliore per i tifosi del Real Madrid è che il futuro appare assolutamente luminoso.

Anche se Ramos (34), Modric (34) e Benzema (32) sono in età avanzata, Zidane può contare su tanti elementi giovani, che puntano ad essere i capisaldi del futuro. Vinicius, Rodrygo, Mendy e Federico Valverde hanno mostrato miglioramenti evidenti nel corso della stagione.

Federico Valverde, 32 presenze in questa edizione della Liga spagnola

 

Il Real vanta anche un’impressionante varietà di giovani di talento in prestito, tra cui il trequartista norvegese Martin Odegaard (Real Sociedad), l’esterno giapponese Take Kubo (Mallorca) e il terzino sinistro Sergio Reguilon (Sevilla). Quando Marcelo lascerà le Merengues, quest’ultimo potrà essere affiancato a Mendy.

La cessione di Bale e James, quando qualcuno sarà disposto a soddisfare le loro richieste di stipendio, consentirebbe di raccogliere i fondi necessari per aggiungere profondità a centrocampo e acquistare l’erede di Benzema. Florentino Perez ci ha abituato a colpi incredibili, anche se strappare Kylian Mbappé agli sceicchi del PSG vorrebbe dire superare il record di Neymar.

Stante anche la squalifica di Sergio Ramos, ribaltare il risultato contro il Manchester City sembra un’impresa improba, ma i progressi compiuti dalla squadra di Zidane in questa stagione hanno dimostrato che il periodo di dominio del Barcellona in Liga è finito. Con queste nuove leve, inoltre, Zizou punta ad avere nuovamente una squadra competitiva per dare l’assalto alla Champions a stretto giro.

 

Vincenzo Di Maso