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Szoboszlai, un magiaro per in Italia?

In effetti, è innegabile quanto Milan e Napoli un debole per Dominik Szoboszlai. Obiettivamente, dopo essersi imposto sul palcoscenico della Bundesliga austriaca, che adesso gli sta un po’ stretta, forse per il magiaro è arrivato il momento di affrontare lo step successivo.

Del resto, Giuntoli e Rangnick lo tengono d’occhio da un bel po’. Certamente ingolosito dal fatto che la sua valutazione non ha raggiunto cifre improponibili. Secondo il sito Transfermarkt, il costo del cartellino dovrebbe essere stimato intorno ai 13,5 milioni, cifra naturalmente insensata (tra l’altro la clausola di 25 mln di euro è considerata appetibilissima). Mentre sembra possedere tutte le caratteristiche a livello fisico (è alto 1.85), mentale e tecnico-tattico, idonee a identificarne ancora ampi margini di crescita.

A questo punto, dunque, urge  fare il punto sul talentuoso ungherese, che ha rubato il sogno e la fantasia alla direzione sportiva dei due club italiani

Vediamo se in tutto questo tempo, il 19enne (è nato il 25 ottobre 2000) di proprietà del Salisburgo ha confermato di meritarsi cotante attenzioni. Nonché di poter aspirare a fare un ulteriore salto di qualità. Sbarcando in una Lega maggiormente competitiva rispetto a quella austriaca.

Centrocampista universale, piedi buoni e cervello fino

D’altronde, Szoboszlai ha scalato vertiginosamente le tappe nel calcio europeo in pochissimo tempo. Forse perché interpreta in chiave moderna un ruolo particolare, quello del centrocampista universale, dotato di grande resistenza. Capace di muoversi in tutte le zone del campo, in maniera propositiva e dinamica, quando il possesso ce l’hanno gli avversari o i compagni. Abile non solo a ricevere il pallone, e dopo, ripulirlo, orchestrando la manovra. Ma anche di rifinirla con qualità.

Il segreto del “sistema” Red Bull è facilmente comprensibile. Tutto ruota attorno alla mente geniale, ai limiti del visionario, di Dietrich Mateschitz, fondatore del brand che produce l’omonima bevanda energetica.

Una compagnia che negli anni ha legato il suo marchio all’attività sportiva. Dapprima, quella “estrema” (snowboard, windsurfing e base jumping). Allargandosi, progressivamente, verso fenomeni maggiormente tradizionali e di massa, come il calcio.

Alla base del progetto ci sono gli investimenti portati avanti dalla casa madre. Una realtà imprenditoriale ricca e ambiziosa, che ha utilizzato lo sport come strumento funzionale a rendere il marchio sempre più riconoscibile e diffuso.

Il Salisburgo adotta un sistema proattivo. La forza della squadra di Marsch, tecnico americano cresciuto nella galassia calcistica RB, è proprio l’intensità, in entrambe le fasi in cui si articola il gioco. Un calcio verticale, organizzato sempre su ritmi altissimi. Sostanzialmente, l’emblematica trasposizione sul campo dell’essenza stessa dell’energy drink, che “mette le ali”.

RB, strategia comune a Napoli e Milan: la ricerca del talento

A questa precisa strategia, si associa la volontà di rendere l’intero comparto pedatorio sostenibile a medio e lungo termine. Ovvero, in grado di autofinanziarsi, con l’acquisto di giovani dalle brillanti prospettive. La mission aziendale, pertanto, si orienta verso lo sviluppo di talenti cristallini. Valorizzarne al massimo il potenziale. Moltiplicare il prezzo di mercato di queste risorse, prima di rivenderle a peso d’oro.

In quest’ottica, si inserisce pure Szoboszlai. Arrivato in Austria nel 2017. È stato inizialmente parcheggiato al club satellite del Salisburgo – il Liefering – affinché facesse il medesimo percorso destinato ad altri giovani rampanti come lui. Dapprima testato in un contesto più soft, in seconda divisione. Poi, a partire dall’anno successivo, inserito progressivamente in prima squadra.

L’ungherese nasce centrale. Nei suoi trascorsi giovanili veniva schierato basso, davanti alla difesa. Tuttavia, avendo ragguardevoli mezzi tecnici, associati ad una notevole velocità d’esecuzione, potrebbe giocare in ogni spot della mediana. Pivote oppure mezz’ala. All’occorrenza trequartista, se non, addirittura, sull’esterno.

Effettivamente, nel 4-4-2 con il quale Marsch solitamente schiera il Salisburgo, Szoboszlai non si limita a muoversi in fascia. Bensì, viene dentro al campo con naturalezza, partecipando attivamente all’organizzazione della manovra. Dove mostra la sua indubbia eleganza nel trattare l’attrezzo. Oltre che nel dribbling, pur non essendo rapidissimo. In una parola sola: un centrocampista “stiloso”.

Queste le sue statistiche in stagione.

Prima di giocare titolare fisso (fino a marzo 2020)
16 partite (7 da titolare)
2 gol
3 assist

Da quando gioca titolare
12 partite
7 gol
11 assist
Salisburgo sempre imbattuto

Affare e investimento per il futuro

In definitiva, il Napoli potrebbe essere invogliato dal proposito di puntare sull’ungherese, come prima alternativa ai suoi titolari. Vista la predilezione di Rangnick per il calciatore e le slot da occupare con un titolare, il tedesco punterebbe invece immediatamente sull’ungherese. Partendo da un presupposto: la RB è una boutique estremamente cara, dove pensare di spendere. Senza mettere, comunque, in preventivo la necessità di dover sborsare una somma, in grado di gratificare le richieste economiche della controparte austriaca.

Francesco Infranca