Il Liverpool torna campione. Lo è dopo trent’anni,per la prima volta da quando esiste la Premier League.

Sembra incredibile ma i Reds digiunavano dall’anno dell’ultimo scudetto del Napoli. In quella primavera del 1990, quando il pupazziello Ciao campeggiava ovunque, mentre Maradona e Careca superavano il Milan al fotofinish, Kenny Dalglish da allenatore-giocatore guidava il Liverpool al titolo, un anno dopo la beffa subita ad Anfield Road, che ispirò la penna di Nick Hornby che partorì Febbre a 90.

E un anno dopo la Strage di Sheffield. È un Liverpool ancora alle prese con l’embargo europeo
Leggi gli uomini di quel titolo e ti accorgi di quanto tempo è passato, in porta Grobbelaar, il cui fantasma spesso ha condizionato i successivi portieri Reds, non tanto per il talento (Bruce era tutt’altro che impeccabile) quanto per il carisma dilagante.

Negli anni, solo Dudek e Reina non hanno patito il confronto con il giullare di Roma-Liverpool. In difesa lo svedese Hysen, acquistato senza squilli di tromba dalla Fiorentina.

Lo scozzese Hansen, anch’egli passato attraverso mille battaglie, Heysel e Roma tra le più note per motivi diversi a noi italiani. In attacco Ian Rush, tornato già da due anni dall’esilio a Torino sponda bianconera.

E, in mezzo, alcuni protagonisti della campagna inglese in Italia: John Barnes, Peter Beardsley, Mac Mahon. A dare fosforo Ray Houghton, irlandese, che farà passare notti insonni a Sacchi nella terra di zio Sam nel 1994.

Allora sembrava impossibile un digiuno così lungo in patria per i tifosi della Kop. La colpa principalmente di due grandi egemonie, il Manchester United di Ferguson e l’Arsenal di Wenger degli Henry e dei Vieira. Poi l’appeal sempre crescente della Premier attirerà oligarchi e petroldollari.

Cambierà la storia del Chelsea e del City, un tempo semplici sparring partners. Ci saranno i successi europei di Houllier e Benitez prima dei giorni attuali di Klopp. Ci saranno le storie incompiute di Fowler e McManaman.

I cantori di You’ll never walk alone riporranno tutte le loro speranze in Owen talento martoriato dagli infortuni.

Ci sarà l’epopea di Gerrard, protagonista nella notte pazza e bellissima di Istanbul ma anche con un suo scivolone, nel titolo perso sotto la guida di Brendan Rodgers. Non riusciranno ad essere campioni di Inghilterra con i Reds gente come Suarez, Xabi Alonso, Mascherano, Kuyt, Fernando Torres. 

Per riportare il titolo ad Anfield ci si affiderà anche a Balotelli, in una delle sue peggiori edizioni. Ci riesce finalmente Klopp con il suo Liverpool all stars, da Alisson a Van Dijk, fino al tridente Salah Firmino Mané. Dopo la Champions League 2019, i Reds raggiungono anche il traguardo più ambito.

Marco Bruttapasta