Suning si è insediata all’Inter esattamente quattro anni fa. Il gruppo cinese ha rilevato una società che fatturava meno di 200 milioni di euro e, nel giro di tre esercizi annuali, ha più che raddoppiato gli introiti.

Fermo restando l’impatto dovuto al COVID-19, il fatturato dell’Inter dovrebbe mantenersi sopra i 400 milioni di euro. Nell’ultimo bilancio era stata rilevata una d’esercizio di €48,4 mln, che il club ascrive a consistenti investimenti per le performance sportive.

Il lavoro principale è stato a livello commerciale, con tantissime sponsorizzazioni stipulate. Il colosso cinese ha puntato tantissimo sul brand Inter e lo ha sviluppato in Cina. Si è trattato di una strategia win-win, in quanto Suning sta attecchendo sul mercato europeo, mentre l’Inter sta andando forte in Cina.

Le principali sponsorizzazioni

Suning è entrata prepotentemente nell’Inter con l’obiettivo di espandere il proprio marchio e, contestualmente, quello della società nerazzurra. Innumerevoli sono state le partnership siglate. Ricordiamo ad esempio che un paio di anni fa fu stipulato un accordo con Imedia dal valore complessivo quinquennale di 154 milioni di euro, comprensivo di bonus alla firma. Altro sponsor è Fullshare, che garantisce all’Inter 43,3 milioni totali fino al 2023, più bonus alla firma, pari a 10 milioni. Due anni fa è stata annunciata la partnership cinese tra la società nerazzurra e Fohsan Mona Lisa Tiles, azienda leader nel settore delle ceramiche, presso la sede di quest’ultima. Fohsan Monalisa Tiles fattura ben 100 miliardi di yuan all’anno, circa 13 miliardi di euro. E non possiamo dimenticare la partnership con Konica Minolta.

A novembre 2018, il gruppo Moutai, regional sponsor dell‘Inter, si è recato alla sede di Suning. Moutai vuole consolidare la partnership con Inter e Suning.

Inoltre, Suning.com e China Life Insurance hanno raggiunto una collaborazione su servizi per prodotti, servizi per i consumatori, finanza assicurativa e altre attività commerciali. China Life conta su oltre 1,8 milioni di addetti alle vendite e 36 filiali che coprono tutta la Cina, ha appunto stipulato questa partnership con Suning per servire ancora più clienti presso gli store di quest’ultima.

La pubblicità attraverso i canali Suning relativa alla partnership è stata siglata anche tra Inter e A.O. Smith, azienda USA entrata 20 anni fa nel mercato cinese. Sono state messe in palio le maglie autografate dei calciatori nerazzurri.

A riguardo, l’Inter ha pubblicato la seguente informazione sul proprio sito ufficiale: “FC Internazionale Milano rappresenta un brand globale, supportato da 385 milioni di tifosi nel mondo. In particolare, in Cina i fan del Club sono ormai 120 milioni, in crescita del 30% rispetto alla stagione precedente. La stagione scorsa ha generato un incremento del 20% del valore del marchio Inter, giunto oggi a €465 milioni e sempre più vicino alla top ten dei Club calcistici mondiali“.

Le infrastrutture

Suning ha proceduto a migliorare il centro sportivo, ribattezzato tra l’altro Suning Training centre. La nuova sede di Porta Nuova è stata annunciata con entusiasmo dalla società nerazzurra: “All’interno del building ‘The Corner’, di proprietà del Gruppo Generali, cinque piani completati da una terrazza panoramica con una vista che abbraccia Milano dalla Madonnina fino a San Siro“.

Lontanissimi i tempi in cui, nel 2016, Xerdan Shaqiri criticò la società nerazzurra per le infrastrutture: “Le infrastrutture all’Inter sono francamente vergognose. È deludente che un club tanto rinomato non riesca a trovare un modo per investire nelle infrastrutture. Nutrizione, riabilitazione, analisi delle prestazioni, unità formative diverse – in Inghilterra semplicemente mi sento un professionista”.

Suning ha investito circa 600 milioni nell’Inter, migliorando decisamente le infrastrutture. Un nuovo stadio farebbe spiccare il volo all’Inter. L’ammodernamento del centro di Appiano Gentile, con il nuovo albergo per i calciatori, va considerata in questa direzione. Per quanto riguarda lo stadio, con Elliott si è scelta la strada di un nuovo impianto in condivisione al posto del Meazza.

La sfida del fatturato e le plusvalenze

L’UEFA impone che i ricavi commerciali possono equivalere al massimo a un terzo del fatturato al lordo delle plusvalenze. Ad esempio, il Real Madrid ha chiuso con un fatturato di circa 750 milioni di euro, di cui 240 milioni erano derivanti da sponsor e licenze (che facevano parte dei 290 dei ricavi commerciali totali), rientrando appunto nel tetto ordinato dal massimo organismo europeo per club.

L’Inter hs superato i 400 milioni di euro di fatturato. Le plusvalenze sono fondamentali proprio per rientrare in questo tetto, ma non sono necessarie per motivi di bilancio. Il passivo sarà minimo e le cessioni sono importanti per poter investire con maggior tranquillità. L’Inter è uscita dal settlement agreement e non ha più questo obbligo di Fair Play Finanziario.

I soldi di Icardi sono stati fondamentali e l’Inter ha un margine di manovra ancora superiore rispetto allo scorso anno. Eppure il discorso delle plusvalenze vale per tutte le società. Aumentando il fatturato hai più libertà, ma certe spese sono possibili per club che fatturano già mezzo miliardo. Dall’estate scorsa, L’inter ha avuto maggiore libertà e può beneficiare anche di un disavanzo ragionevolmente elevato. Contestualmente, se l’esercizio 2020 chiuderà con un fatturato ancora maggiore, non sarà necessario cedere un giocatore importante per poter acquistare un top.

Inoltre, il monte ingaggi ha superato abbondantemente i 100 milioni di euro, potrà crescere ancora, ma va sempre rapportato al fatturato. Le plusvalenze non sono necessarie ma, appunto, utili per poter investire con maggiore tranquillità.

Vanno pertanto aumentate altre voci di ricavi, ovvero quelli da diritti TV, per i quali è fondamentale andare avanti in Champions League, nonché quelli da stadio.

Tornando agli sponsor, la stessa società ha dichiarato: “Alla luce di quanto sopra, tenuto conto anche dell’incertezza relativa alla ripresa della stagione, ad oggi non siamo in grado di quantificare l’impatto effettivo sulle nostre entrate di sponsorizzazione contrattate”.