La pandemia coronavirus ha rimesso in discussione l’affare per il passaggio di proprietà della Roma e stanno spuntando titoli catastrofistici sulla trattativa. In molti stanno riportando che è sfumata definitivamente. Facciamo però chiarezza.

Bisogna partire dall’assunto che pochi giorni fa la Roma aveva diramato un comunicato ufficiale nel quale ha esposto che c’è in essere una trattativa per il passaggio di proprietà, che ha subito dei rallentamenti a causa della pandemia del COVID-19. Ovviamente l’acquirente fa valutazioni diverse. Se prima la Roma poteva valere 700, ora Friedkin può offrire circa la metà.

Alla cifra di vendita di 700 milioni, James Pallotta e soci avrebbero ottenuto un profitto di 80-90 milioni. Qualora la Roma venisse invece venduta al valore di mercato attuale, la proprietà attuale ci perderebbe. Goldman Sachs ha effettuato una perlustrazione tra i vari investitori interessati all’acquisto della Roma, cercando di trovare qualcuno disposto a offrire la cifra iniziale di 700 milioni di euro. Stante questa situazione, chiaramente non è apparso nessun compratore disposto a offrire queste cifre.

Il problema relativo a Friedkin è dato dal fatto che, a differenza del periodo pre-coronavirus, il magnate statunitense non può più contare su degli investitori che gli avrebbero dato man forte per l’affare. A maggior ragione, vista la valutazione dell’intero asset, sia per i rischi sia per altri aspetti, la trattativa è attualmente bloccata. È impensabile chiudere in questo momento storico attuale.

Ciò che emerge realmente è che la trattativa adesso non si può chiudere e i tempi si sono dilatati. La palla passa al presidente James Pallotta, che si trova a scegliere se cedere la Roma a una cifra inferiore oppure mandare avanti la barca con tutti i rischi del caso. Se decisse di optare per questa seconda opzione, sarebbe costretto a cedere alcuni giocatori, svalutando quindi l’asset. Pertanto, di fatto, le notizie uscite oggi sulla fine della trattativa non riportano contenuti diversi, ma c’è la strategia del clickbaiting sul titolo e delle interazioni.

La trattativa non è saltata definitivamente ma è stata rimandata, così pure quella della cessione dei terreni dello stadio. I tempi si sono dilatati, può succedere di tutto, ed è assolutamente sbagliato affermare che tutto è andato a monte. La trattativa per la cessione della Roma è stata banalizzata con titoli ad effetto. La trattativa non era chiusa a dicembre, come non è tramontata adesso. I tempi si sono dilatati. Che sia stata registrata una frenata, e anche forte, è evidente.  Allo stato attuale è, tuttavia, assolutamente prematuro affermare che non si farà nulla o non ci saranno le condizioni.

Giacomo Cappellin