Il Benfica è un glorioso club portoghese, che ha come simbolo un’aquila, proprio come la Lazio in Italia. L’aquila Vitória è presente nello stemma del club e i portoghesi sono noti come As águias. Altri club nel cui stemma è presente un’aquila sono Manchester City, Crystal Palace e St. Johnstone.

Riuscite a scorgere la ruota nello stemma del Benfica? Non è difficile. Questo è probabilmente il primo dettaglio che vale la pena menzionare quando si parla dello stemma della principale squadra di Lisbona. Lo stemma presenta al suo interno una ruota di bicicletta. Il motivo è che lo Sport Lisboa e Benfica (nome completo) è il prodotto della fusione tra due club: Sport Lisboa, un club di calcio fondato nel 1904 in una farmacia di Lisbona, e Sport Clube de Benfica, un club fondato nel 1906 (come Grupo Sport Benfica) la cui attività principale era il ciclismo. Il ciclismo non è mai stato una parte importante della storia dell’S.L. Benfica – anche se i suoi tifosi amano questo sport e trovano gioia nel vedere i ciclisti vestiti in rosso e bianco – ma la ruota è rimasta un elemento chiave del suo stemma per gli ultimi 116 anni.

Sopra la ruota si nota un’aquila con le ali aperte, già presente nel 1904 nello stemma originale dello Sport Lisboa. L’aquila sta a simboleggiare autorità, forza, indipendenza, nobiltà, vittoria e orgoglio. Per i fondatori del club e, oggi, per i suoi tifosi, è anche simbolo di elevazione di intenti e spirito di iniziativa.

Lo stemma presenza due iscrizioni distinte. Quella in giallo sullo sfondo blu, che naturalmente sta per Sport Lisboa e Benfica, e quella in latino sotto gli artigli dell’aquila sullo sfondo verde e rosso (colori nazionali portoghesi): “e pluribus unum”, che significa “tra tanti, uno”. Si dice che la scelta di queste specifiche parole abbia voluto valorizzare lo spirito di unione e di famiglia che ha caratterizzato la creazione del club.

Alcuni dicono che il rosso e il bianco sono stati scelti perché simboleggiano il coraggio e la pace; altri sostengono invece che questi erano i colori che si distinguevano maggiormente per i giocatori quando indossavano le divise della squadra. In ogni caso, eccoli lì, dipinti su uno scudo con un pallone da calcio inserito al centro.

I tifosi danno un’interpretazione più personale allo stemma e, quindi, più incline alle imprecisioni. Per loro l’utilizzo di questi specifici colori è molto indicativo dello spirito che circonda il club e i suoi tifosi. Non è comune per un club avere nel proprio stemma i colori dei suoi principali rivali, ma il Benfica non è sicuramente un club comune e l’uso del verde (colore dello Sporting) e del blu (colore del Porto) è un’ulteriore manifestazione del modo democratico e partecipativo, proprio del modo di essere di coloro che comprendono veramente il club e la sua eredità.

Negli anni Sessanta, il Benfica ha cominciato a lasciare il segno nel calcio europea, con il tecnico Béla Guttmann, Eusébio, Mário Coluna, José Águas (padre dell’ex Reggiana Rui Águas) e una miriade di altri notevoli talenti che hanno sollevato la Coppa dei Campioni nel 1961 e nel 1962. Fu la prima volta che la leggenda dell’aquila del Benfica, e il maestoso stemma in cui quest’ultima è inserita, salirono alla ribalta nel mondo intero.

Negli anni successivi, le Aquile si sono affermate come una delle formazioni più iconiche del calcio europeo e come primo club del Portogallo. Calciatori come Eusébio, Mário Coluna, Rui Costa o Di Maria hanno tutti indossato la maglia degli encarnados, che reca questo stemma, il quale rappresenta la straordinaria tradizione di indipendenza, autorità e nobiltà del Benfica.

 

Vincenzo Di Maso