Si sono succedute le ipotesi sulla ripartenza della Serie A. I giornali hanno avanzato le possibilità più disparate e la Lega ha provato a fissare una data per la ripresa e stabilire direttive. Fatto sta che è stata scartata la possibilità di riprendere a inizio giugno. La ripresa degli allenamenti è prevista per il 18 maggio, “salvo complicazioni”.

Il titolo di Tuttosport è emblematico: “Governo nel pallone”. Il quotidiano incalza: “Spadafora manda Conte in fuorigioco sugli allenamenti. Il Premier annuncia l’ok alle sedute delle squadre dal 18, poi il ministro frena: ‘vedremo’“.

Cosa vuol dire tutto ciò? Molto semplice. Non c’è uniformità di vedute. I medici stanno frenando, tra le società non c’è accordo, nonostante i proclami sulla comunione di intenti. Se il virus darà tregua e non ci saranno contagi tra calciatori, consentendo quindi di iniziare il 18 maggio, sarà necessario circa un mese per la ripresa dei campionati.

Ammesso e non concesso che a giugno si potrà giocare in sicurezza e non ci sarà nessun contagio tra calciatori, membri dello staff tecnico, medici, paramedici, tecnici degli impianti negli stadi, magazzinieri, arbitri, etc, le 12 partite mancanti dovranno essere disputate entro il 2 agosto. Questo obbligherebbe le squadre a giocare ogni tre giorni, cosa assolutamente deleteria per la salute fisica dei calciatori, considerando anche lo stop forzato di circa 100 giorni.

Vediamo ora degli scenari giusti qualora il campionato potesse ripartire, ammesso e non concesso che non ci saranno intoppi.

Il primo scenario prevederebbe la disputa di 12 partite in un mese e mezzo, tour de force eccessivo, ma teoricamente possibile. Uno scenaro realistico se il coronavirus darà tregua, ma che non reputiamo assolutamente equo. Il rischio di infortuni sarà altissimo e le cinque sostituzioni ne limiterebbero solo in parte le conseguenze.

Il secondo scenario è quello dei play-off, con quarti terza-sesta e quarta-quinta, con le prime due che attenderebbero le vincenti in semifinale. La squadra classificata meglio all’ultima giornata completata avrebbe quindi la possibilità di segnare lo stesso numero di gol dell’avversaria per poter passare il turno e, in finale, di vincere la competizione. In soldoni, si procederebbe come nei play-off delle serie inferiori.

Si porrebbe però un problema. Giocandosi a porte chiuse, dove disputare le partite di andata e ritorno? Se non sarà possibile giocare al nord, bisognerà disputarle a Roma o Napoli. Seppur senza pubblico, le squadre di casa avrebbero un piccolo vantaggio. A quel punto sarebbe probabilmente più opportuno giocare in campo neutro. Qualora le tempistiche lo consentirebbero, sarebbe decisamente più giusto giocare due partite al posto di una.

Si è parlato anche del terzo scenario, cioé una finale tra Juve e Lazio. Questo qualora fosse possibile tornare in campo solo a luglio. A quel punto varrebbe la stessa regola: doppia sfida e squadra meglio classificata che avrebbe la possibilità di vincere segnando gli stessi gol dell’avversario tra andata e ritorno. Per la qualificazione in Champions si pensa di applicare lo stesso scenario, con play-off terza-sesta e quarta-quinta e lo stesso regolamento. Le vincenti dei confronti, in questo caso, non si giocherebbero lo scudetto, ma accederebbero alla massima competizione europea per club.

E per la lotta salvezza? In caso di play-out, lo scenario più equo sarebbe una doppia sfida tra Lecce e Genoa. Considerando che le compagini hanno terminato il campionato a pari punti, potrebbe disputarsi una doppia sfida e, in caso di parità, si andrebbe ai calci di rigore.

Per quanto riguarda l’Europa League, in caso di play-off, l’ultimo posto sarebbe deciso da semifinali e finali che vedrebbero coinvolte settima, ottava, nona e decima, con vantaggio iniziale chiaramente per la settima (il Verona).

Qualora non fosse possibile riprendere la Serie A, ed è uno scenario assolutamente concreto, la soluzione più giusta sarebbe quella di cristallizzare la classifica. Come già spiegato, l’Atletico Madrid (ai quarti di Champions dopo aver eliminato il Liverpool), quinto in Liga, annuncerebbe ricorso qualora non fosse possibile completare la Liga. A quel punto si trascinerebbe dietro le quinte e seste dei campionati europei principali. La UEFA prenderebbe in considerazione l’ipotesi preliminare tra queste compagini, con posti extra disponibili solo per la stagione 2020-2021.

Inutile dire che, se la Serie A 2019-2020 sarà annullata, ci saranno ricorsi a manetta e riuscire a districarsi in questo mare giuridico sarà impresa titanica per personaggi abituati a non decidere.