Il 22 aprile di 17 anni fa, la Juve espugnò il Camp Nou, qualificandosi alle semifinali di Champions League. Era la stagione di Pavel Nedved e quella della finale di Champions, con la Coppa persa poi ai calci di rigore.

Dopo il pareggio al Delle Alpi, la Juve era chiamata a segnare in uno stadio mitico come il Camp Nou. Non era ancora il Barcellona di Leo Messi, ma era una squadra di tutto rispetto. Era il Barcellona di Puyol e Xaxi nel fiore dell’età, il Barcellona di un Overmars ancora in auge, il Barcellona di Saviola, De Boer, Thiago Motta, Luis Enrique Mendieta e Kluivert.

Le cose si misero immediatamente bene, grazie a un gol di Pavel Nedved, ma poi i padroni di casa attaccarono e trovarono il pareggio con Xavi. Quando il direttore di gara sventolò il cartellino rosso ad Edgar Davids, la situazione per i bianconeri sembrava compromessa. Eppure la Juve riuscì a resitere ai supplementari e non solo. A pochissimi minuti dal termine arrivò il gol di Zalayeta su cross di Birindelli. Fu proprio l’uruguaio a ricevere il pallone dalla Furia Ceca, partita in contropiede e distribuirlo a Birindelli.

Era una Juve combattiva, cazzuta, solida difensivamente e dotata di quello che all’epoca era il più forte giocatore al mondo, Pavel Nedved. Il graffio del Panterone Marcelo Zalayeta era l’emblema della storia calcistica della Juve. La Vecchia Signora non muore mai, la vecchia signora è un gruppo che trascende le stelle e che ha ottenuto tanti dei suoi successi grazie anche ai gregari.

Altro giro, altra partita decisiva di un altro calciatore che sarebbe diventato Pallone d’oro con la casacca bianconera. La Juve doveva difendere il 2-1 ottenuto al Delle Alpi nella semifinale di Coppa Uefa. L’avversario era il PSG, squadra temibile che vantava tra le proprie fila calciatori del calibro di Weah, Valdo (brasiliano devastante in finale di Coppa Campioni tra Milan e Benfica, fermato solo da un leggendario Baresi), Le Guen, Ginola e Guerin.

La partita fu difficile e i francesi attaccarono senza soluzione di continuità. Weah fu strattonato in area da Carrera e quell’episodio lascia più di un dubbio. Poi sponda di David Plan, battuta a rete di Gianluca Vialli, sulla quale interviene Roberto Baggio e beffa il portiere avversario

Il 22 maggio fu anche la giornata del poker della Juve alla Roma. Correva l’anno 2012 e la squadra di Antonio Conte era in lotta scudetto con il Milan. La Juve passeggiò sui resti della squadra giallorossa, con Pirlo e Marchisio in grandissimo spolvero. I tre gol nel primo tempo facilitarono il tutto, al cospetto di una squadra giallorossa inerme.