Stante la situazione coronavirus, è impossibile sapere quando potrà riprendere la Serie A. Le parole del presidente della Lega Gabriele Gravina preannunciano scenari improbabili e poco praticabili. Vedremo se, pur di onorare gli impegni economici e con le squadre, la Lega e l’UEFA arriveranno a concludere il 2019/2020 anche ad autunno inoltrato.

Abbiamo a più riprese criticato questa scelta, reputandola folle perché comprometterebbe poi il 2020/2021. Qualcuno ha avanzato la proposta di far giocare i prossimi due campionati negli anni solari 2021 e 2022, in modo da far concludere il secondo prima dei mondiali. Si creerebbe un precedente e, prima o poi, bisognerebbe tornare alla normalità.

Il coronavirus se ne frega altamente delle volontà della Lega e dell’UEFA. Siamo nel bel mezzo di una pandemia e, affinché si possa tornare in campo in ragionevole sicurezza, sarà necessario del tempo. L’ipotesi di poter tornare a giocare a fine maggio in sicurezza è assolutamente fantasiosa. La Lega potrà provarci, magari potranno già stilare il calendario per giugno o luglio, ma ai primi contagi bisognerebbe chiudere il tutto. Naturalmente anche a porte chiuse. Una ripresa in tempi brevi è resa impraticabile anche alla luce del fatto che in Lombardia i contagi sono ancora tantissimi e sarà necessario tantissimo tempo affinché le squadre lombarde (quattro in Serie A) possano giocare nella loro regione.

Qualora l’emergenza vada avanti rendendo impossibile la ripresa in tempi ragionevoli, si collocherebbero due scenari. Il primo sarebbe quello di concludere il 2019/2020 in qualsiasi momento, teoricamente anche a fine 2021, tenendo quindi fede ai proclami. Il secondo, più ragionevole, sarebbe quello di porre fine al 2019/2020 e iniziare a pianificare il 2020/2021.

Analizziamo i vari scenari qualora non sia possibile concludere la Serie A 2019/2020 in nessun momento.

Lo scenario più corretto

Non c’è alcuna norma che regola questa casistica, al di là di qualche bufala uscita sul web. Il congelamento della classifica, ai fini delle qualificazioni alle coppe non sarebbe automatico, ma sarebbe lo scenario più corretto. Il titolo non verebbe assegnato. Giusto far andare in Champions le prime quattro. A quel punto subentrerebbe la questione della quinta e la sesta.

Come abbiamo spiegato, l’Atletico, quinto in Liga e vicino al quarto posto, ma ai quarti di Champions dopo aver eliminato i campioni in carica del Liverpool. I Colchoneros presenterebbero ricorso, con ottime probabilità di vincerlo. A quel punto si trascinerebbe le quinte e le seste dei quattor campionati europei principali. Era stata ventilata l’ipotesi di far disputare a queste compagini un preliminare di Champions scontrandosi tra loro. Ipotesi giusta.

Per le retrocessioni, Spal e Brescia, distanti dal quartultimo posto, andrebbero in B. Lecce e Genoa potrebbero giocarsi lo spareggio, anche se una partita magari a settembre falserebbe tutto. Uno scenario perfetto non esiste.

Lo scenario che si teme

L’UEFA aveva fatto presente che, qualora le competizioni non possano continuare, la stagione 2019/2020 verrebbe annullata. La Serie A non farebbe eccezione. A quel punto si ripartirebbe con il 2020/2021 con le stesse 20 compagini, senza retrocessioni e promozioni e con le stesse squadre della stagione precedente a giocare le coppe. Scenario difficilissimo, che innescherebbe ancora più ricorsi.

Qualificazioni in base al Ranking

Anche in questo caso retrocederebbero Spal e Brescia, con Lecce e Genoa a giocarsi lo spareggio per non retrocedere. In Champions ci andrebbero invece le prime quattro squadre italiane per Ranking UEFA. Se ne era parlato ed è un’ipotesi da non scartare, seppur assolutamente ingiusta anche questa.