Lisbona è nota ai più principalmente per il calcio, nonostante si tratti di una città di rara bellezza e ricca di storia. In questo pezzo faremo un viaggio nell’universo calcio nella città del Fado, partendo dagli inizi e arrivando ai tempi moderni, passando per la dittatura di Salazar e l’influenza delle ex colonie.

L’accordo tra Sporting e Manchester United per il trasferimento di Cristiano Ronaldo fu raggiunto in un incontro tenutosi a Cascais, ridente località costiera situata nel distretto di Lisbona. Proprio a Cascais ebbe luogo la prima partita di calcio nel Portogallo Continentale. A far arrivare il calcio a Lisbona fu Guilherme Pinto Basto, colui che portò il primo pallone dall’Inghilterra. La partita vedeva contrapposte le nazionali di Portogallo e Inghilterra nella Praça de Touros da Campo Pequeno e a vincere furono sorprendentemente i lusitani.

Alvalade e lo Sporting

José Alfredo Holtreman Roquette, meglio noto come José Alvalade, fu il fondatore dello Sporting. José Alvalade era un giovane aristocraticio, laureato a Harvard, che si era prefissato l’obiettivo di creare un’associazione polisportiva che fosse “grande, grande come la più grande d’Europa”. Il nome della squadra, immutato ancora oggi, è Sporting Clube de Portugal. Nessun riferimento al calcio o alla città di Lisbona. Il vero “Sporting Lisbona”, come la squadra di Alvalade è erroneamente nota in Italia, sarebbe invece… il Benfica! Pur non essendo presente nel nome, il calcio era lo sport principale della polisportiva.

Foto di José Alvalade

 

In origine, alcuni membri del defunto Sport Club de Belas, che a sua volta era stato fondato solo nel 1902, diedero vita al Campo Grande Football Club presso la pasticceria Bijou a Lisbona nel 1904. Dopo un altro paio d’anni, nacquero divergenze tra coloro che volevano usare l’associazione per promuovere la propria vita sociale e coloro che, invece, volevano concentrarsi sul calcio. A questo proposito, l’ambizioso José Alvalade stesso prese in prestito denaro dai suoi ricchi nonni per contribuire a fondare un club separato, insieme a più di trenta altri “dissidenti” il 15 aprile 1906. Il colore verde stava a simbolizzare la speranza, mentre il simbolo del leone era stato preso in prestito dallo stemma di Fernando Castelo Branco per rappresentare forza e determinazione.

La fondazione del Benfica e la rivalità con lo Sporting

Mentre stava per essere costituito il Campo Grande Football Club, a Lisbona, in una stanza situata sul retro di una farmacia, un gruppo di studenti di una scuola per diseredati e orfani, la Real Casa Pia de Lisboa, si riunì per fondare la propria società sportiva, nota come Sport Lisboa. Il diciottenne Cosme Damião, che avrebbe continuato a gestire il club per 18 anni, presiedette l’incontro, nel quale furono scelti i colori del rosso e del bianco, per rappresentare il coraggio e la pace, insieme a un’aquila per simboleggiare la supremazia. Quattro anni dopo, lo Sporting Lisboa si fuse con il Grupo Sport Benfica per costituire il club più vincente del calcio portoghese.

La rivalità fu alimentata dal primo match tra le due squadre, che ebbe luogo nel dicembre 1907 e fu vinto per 2-1 dai Leões di Alvalade, che annoverava tra le proprie fila ben sette ex giocatori del Benfica. Il campo fangoso dello Sport Lisboa e Benfica, noto come Terras do Desembargador, non era all’altezza dell’impianto dello Sporting, Sítios das Mouras, che si diceva fosse il migliore del Portogallo all’epoca.

Le origini dello Sporting Clube de Portugal erano ricche e aristocratiche. Il re Carlos I conferì il titolo di Visconte de Alvalade al ricco nonno di José, e il monarca stesso partecipò all’unica partita dello Sport Club de Belas nel 1902. I fondatori del club puntavano quindi solo ad offrire il meglio.

Cosme Damião (a destra)

 

La mancanza di opportunità per i giovani di praticare sport organizzato derivava dalle regole arcaiche stabilite da una delle primissime squadre di calcio del Paese, il Clube Lisbonense, che era riservata solo alle classi aristocratiche. Anche la prima partita giocata nel Portogallo Continentale, nel 1888 – Madeira ha ospitato la prima in Portogallo, organizzata da studenti tornati dall’Inghilterra nel 1875 – fu organizzata da Guilherme Ferreira Pinto Basto, che aveva studiato in Inghilterra e fu console generale in Danimarca per 39 anni, ricevendo encomi reali da Francia, Islanda e Danimarca.

Lo Sport Lisboa si fuse un anno dopo quella prima partita con il Grupo Benfica, il cui sport principale era il ciclismo (da cui la ruota aggiunta allo stemma del club). Solo nel 1913 il Benfica giocò su un campo in erba, e dopo quattro anni di lotte per permettersi l’affitto del Campo do Siete Rios, le Aguias si trasferirono nel loro campo, prima di trasferirsi finalmente in uno stadio che potevano definire come loro, l’Estádio das Amoreiras, nel 1925.

I primi campionati portoghesi

Il campionato portoghese inaugurale ebbe luogo nel 1934-35. Il Benfica si classificò terzo, ma le Águias si aggiudicarono poi tre titoli dando il via al loro predominio. Prima dell’istituzione del campionato, il Campeonato de Portugal, i campionati nazionali erano decisi da una competizione a eliminazione diretta, con i partecipanti scelti dai vincitori dei campionati regionali. Il primo di questi titoli fu vinto dal Porto nel 1921-1922, il secondo dallo Sporting. Per arrivare ai campionati a girone unico bisogna attendere la stagione 1934-1935. Anche il primo campionato con questo format fu vinto dal Porto, ma 28 dei primi 40 titoli furono conquistati dalle squadre di Lisbona.

Il calcio in Portogallo sotto Salazar

Nel 1926 ebbe luogo il colpo di stato portato avanti dal generale Manuel de Oliveira Gomes da Costa, che spodestò il governo repubblicano che si era insediato dall’assassinio di re Carlos e del suo erede Luís Felipe nel 1908. Nel 1928, Gomes da Costa nominò António de Oliveira Salazar Ministro delle Finanze. Quattro anni dopo, Gomes da Costa fu sostituito come primo ministro da Salazar, ex docente dell’Università di Coimbra, che diede inizio a 38 anni di austera dittatura.

Salazar ha dato ampio spazio al calcio nell’ambito della sua politica, come parte del suo credo FFF (Fado, Fatima e Futebol). Il Fado è un tipo popolare di musica popolare portoghese, Fatima è un santuario dove si crede che la Vergine Maria sia apparsa a tre giovanissimi contadini, mentre il Futebol non ha bisogno di presentazioni. Salazar non aveva alcun interesse per il calcio ma, come tanti leader politici prima di lui, si era reso conto che per garantire la propria stabilità doveva allinearsi ad alcuni elementi già popolari della società. Pertanto, non c’era modo migliore che incoraggiare la partecipazione allo sport più popolare per distrarre la gente dalla disperata situazione economica in cui si trovava il Paese durante il suo regno. Il calcio era una vera e propria arma di distrazione di massa.

I calciatori del Benfica costretti a tributare il saluto fascista ai tempi di Salazar

 

Joel Amorim, uno scrittore di calcio, ha parlato del calcio sotto Salazar: “È giusto dire che il calcio sia stato una parte importante del regime dittatoriale di Salazar“, ha detto, “in quanto è stato usato per distrarre le masse da ciò che stava realmente accadendo nel Paese. Le “tre F” erano un marchio dei regimi di Salazar e il modello di vita che ritraeva per la società portoghese. Il calcio, la musica e la religione erano i pilastri di un regime dittatoriale ben strutturato che, insieme ai servizi di sicurezza PIDE (Polizia internazionale e di difesa dello Stato), ha bloccato e inferto un colpo quasi mortale allo sviluppo del Paese per quasi mezzo secolo“.

Le statistiche di solito raccontano solo una parte della storia, ma diventano particolarmente significative quando si studia la storia dei vincitori della Primeira Liga da quando Salazar è salito al potere. Negli 80 anni di storia della competizione, solo due squadre al di fuori delle “Tre Grandi” Sporting, Benfica e Porto hanno vinto il titolo: il Belenenses nel 1946 e il Boavista nel 2001. Durante la dittatura, tuttavia, sono state le squadre di Lisbona a dominare completamente, con il Porto che ha spezzato il duopolio Benfica-Sporting solo tre volte negli anni ’30 e due volte negli anni ’50. “Salazar e i suoi collaboratori avevano una grande predilezione per le squadre di Lisbona, il Benfica in particolare“, aggiunge Amorim. “Se si osservano più da vicino i titoli vinti dalle squadre di Lisbona, Sporting e Benfica, durante la dittatura di Salazar, non è difficile immaginare che abbiano goduto di una sorta di ‘inclinazione’ da parte dei responsabili del destino del Paese“.

Continua…

L’articolo è offerto da Horácio, bar italiano a Lisbona, inaugurato a inizio 2020 e punto di riferimento per tantissimi italiani (e non solo) residenti nella città lusitana. In particolare, non perdetevi le specialità napoletane!

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