Come noto, la Premier League sta prendendo in considerazione una soluzione a dir poco fantasiosa per concludere il campionato.

Questa soluzione prevede la disputa delle partite rimanenti a giugno e luglio. La particolarità? Le squadre, e non solo, sarebbero in isolamento totale per quei due mesi.

L’idea è far entrare in una zona confinata le squadre e i rispettivi staff, così pure arbitri, equipe mediche (verrebbe prevista una zona apposita per il trattamento di eventuali infortuni) e operatori TV. Le compagini e gli addetti rimarrebbero in questa quarantena per due mesi, senza alcuna possibilità di contatti con l’esterno. Ovviamente verrebbe scelto uno stadio con tanto di “villaggio sportivo annesso”.

Il punto è che la pandemia di coronavirus è iniziata dopo rispetto all’Italia, in Gran Bretagna il numero di morti è notevole e iniziare a giugno è irrealistico. Tutto ciò è in contraddizione con quanto asserito recentemente dai vertici FA, che parlavano di stagione finita al 75%.

D’altro canto è impensabile che i calciatori possano allenarsi a breve, rifare la preparazione ed essere pronti per giugno. ll coronavirus è una brutta bestia e non sappiamo quando potremo iniziare a conviverci prima che venga trovato un vaccino.

L’altra proposta folle avanzata da qualcuno, qualora non fosse possibile terminare la stagione, era quella di non assegnare il titolo. Il vantaggio del Liverpool è siderare e sarebbe ridicolo. Vero che qualcuno, anche in questi momenti, godrebbe per la beffa di non assistere a un titolo vinto dai Reds, ma qua si supererebbe ogni limite di decenza.

Per fortuna ci sono ancora persone ragionevoli, come ad esempio Gundogan del City, che reputano giustissimo assegnare il titolo al Liverpool. Qualsiasi decisione contraria non avrebbe alcun senso. Assieme alla proposta di far giocare tutti in questo mega-isolamento, dalla Premier arrivano altre idee malsane…