ADL Napoli

Come noto, l’Atletico Madrid ha eliminato il Liverpool agli ottavi di Champions. Il match si è disputato in un clima surreale, in piena emergenza coronavirus. La folle decisione delle autorità inglesi di far disputare la partita a porte aperte, con tanti tifosi Colchoneros accorsi, è stata reputata uno dei fattori innescanti della diffusione del covonavirus in Inghilterra. Un po’ come in Italia vengono lanciate accuse al match tra Atalanta e Valencia.

Fatto sta che le partite di Champions sono state rinviate a data da destinarsi.  Nell’ipotesi in cui la pandemia consentisse di riprendere a giocare in completa sicurezza solo a inizio giugno (ipotesi praticamente impossibile), l’idea di privilegiare la conclusione dei campionati nazionali, prima ancora delle Coppe europee, allungherebbe la stagione attuale ben oltre il mese di luglio. Sforando, addirittura, oltre la metà d’agosto.

L’impraticabilità delle proposte dell’UEFA

Vediamo perchè. La Uefa è stata sin troppo chiara. Non intende transigere. Le federazioni – dodici – che hanno ancora squadre in corsa nelle due coppe europee devono riprendere a giocare in simultanea. La logica astringente dell’organismo che controlla e amministra il calcio europeo pretende la contemporaneità. Onde evitare sperequazioni a livello di condizione fisica, capaci di produrre effetti sulla uguaglianza competitiva di tutti i contendenti, negli ottavi di Champions e Europa League.

Dunque, nell’ipotesi in cui i campionati nazionali prendessero nuovamente il via a inizio giugno. Per esaurirsi a metà luglio, grazie ad un massiccio ricorso a turni infrasettimanali, le Coppe europee si accoderebbero. Perché il business dei diritti tv e dei contributi economici garantiti dalla Uefa è ghiotto. Ergo, tutti ne vogliono una fetta. Quindi, l’idea di assegnare i due trofei, ricorrendo all’affascinate ipotesi delle Final Four, è solamente bassa propaganda, di chi predica bene e razzola male. Tutti vogliono giocare sia le gare d’andata, che quelle di ritorno, dei vari turni!

Per Uefa e Leghe europee si può giocare sotto l’obrellone. E qui sorge il problema della pressochè totale mancanza di oculatezza con la quale i padroni del vapore stanno barcamenandosi, nell’affrontare l’emergenza. Appare evidente quanto sia sacrosanta, in termini di risultati sportivi maturati finora sul campo, la volontà di salvare i campionati e le Coppe. Al contempo, tuttavia, chiudere a luglio inoltrato, nella più ottimistica delle previsioni, potrebbe risultare null’altro che accanimento terapeutico, producendo effetti nefasti soprattutto sulla stagione futura.

A quel punto l’Atletico, ma non solo…

Qualora la UEFA e le leghe si mettessero una mano sulla coscienza e facessero anche appello al buon senso e alla normale intelligenza, ovvero annullando la stagione, ci troveremmo di fronte a una matassa difficile da sbrogliare. Ma ciò si renderebbe necessario. Ovvero, chi far andare in Champions?

Sono al vaglio varie ipotesi qualora non fosse possibile completare tutte le giornate del campionato (ipotesi praticamente certa, lo ribadiamo). Si parla di cristallizzare la classifica attuale oppure di far disputare i play-off scudetto.

Tutto questo fermo restando che prime quattro della classifica al momento dell’interruzione dei campionati andrebbero direttamente in Champions. A quel punto, la quinta e la sesta dei campionati europei che mandano quattro squadre ai gironi di Champions potrebbero essere coinvolte in turni preliminari. Per quanto riguarda la Premier, vista l’esclusione del City, ai preliminari andrebbero la sesta e la settima.

L’Atletico Madrid è ai quarti di Champions e, dopo aver battuto il Liverpool, avrebbe avuto indubbiamente delle velleità di vittoria. I Colchoneros si batteranno per rivendicare un posto in Champions. E la modalità dei preliminari potrebbe essere un giusto compromesso.

Ovviamente, per non danneggiare troppo le federazioni minori, le due italiane, le due tedesche, le due inglesi e le due spagnole verrebbero coinvolte in preliminari da disputare solo tra loro. Ad esempio, Roma o Napoli potrebbero beccare Wolverhampton, Sheffield, Getafe, Atletico, Bayer Leverkusen o Schalke 04.

A questo punto si risolverebbero certe dispute nazionali e non si danneggerebbero troppo le federazioni minori. Potrebbe essere una possibilità più equa rispetto alla cristallizzazione delle classifiche. Vero che le prime quattro avrebbero un vantaggio, ma chi è dietro avrebbe comunque la chance di andare in Champions attraverso un preliminare.