Dopo le deliranti affermazioni di Boris Johnson sul prosieguo certo del campionato, la Premier League si è dovuta inevitabilmente fermare. I vertici della FA hanno dichiarato che al 75% il campionato non si concluderà. Il campionato è sospeso e il 4 aprile si vedrà il da farsi, ma è altamente improbabile che si possa continuare.

I club di Premier League stanno quindi contemplando questa ipotesi: il titolo della stagione in corso andrebbe assegnato al Liverpool, promosse Leeds e WBA dalla Championship, nessuna retrocessione e campionato 2020/2021 a 22 squadre.

Si terrà un vertice venerdì per mettere al vaglio le opzioni. Nelle riunioni preliminari ci sono state pochi veti all’assegnazione del titolo al Liverpool, che ha un vantaggio enorme sulla seconda. Probabile che Norwich, Aston Villa e Bournemouth vengano salvate dalla retrocessione e che quindi la Premier passi a 22 squadre.

A quel punto, dal prossimo campionato dovrebbero retrocedere ben cinque squadre per riportare la Premier a 20 compagini. Nella prossima stagione c’è la possibilità che l’EFL Cup non venga disputata e che non si giocheranno i replay match di FA Cup.

Per quanto riguarda le qualificazioni alle coppe europee, qualora si avrà il via libera a giocare le partite ad esempio a giugno, si sta ventilando l’ipotesi dei play-off. Le posizioni di vertice dietro al Liverpool sono oggetto di grande equilibrio. Il City è stato escluso dalla partecipazione alla prossima edizione delle coppe europee.

Ma cosa comporta una Premier a 22 squadre? Il contratto per i diritti TV per il triennio 2019-2022 prevede per le compagini oltre 4 miliardi di sterline l’anno tra domestic rights e overseas rights. Vuol dire che non ci sarebbe alcun problema nell’aggiungere due squadre. La perdita per chi già percepisce tantissimo sarebbe trascurabile con l’aggiunta di Leeds e WBA, senza retrocessioni.

Ci sarebbero 42 partite al posto di 38, con finestre ricavate da eliminazione temporanea di EFL Cup e abolizione (temporanea?) dei replay match di FA Cup. A livello di numero di partite la soluzione è buona, ma rimane un grosso problema. Nelle coppe le squadre possono applicare ampio turnover, mentre in campionato no.

La Premier è sentitissima. La Championship è una competizione massacrante, una vera e propria endurance. Immaginate i club inglesi, ad esempio da febbraio, dover giocare tantissime partite tra Premier e coppe europee. La gestione della FA è spesso stata molto intelligente. La Lega Calcio è invece piuttosto sciatta nello stilare i calendari. Troppe volte le squadre italiane hanno dovuto giocare big match in campionato troppo vicini a partite di coppa.

Il problema sorgerà per la Premier con queste 42 partite. Il campionato sarà sempre molto competitivo, visti i soldi che hanno a disposizione le squadre. I calciatori saranno quindi sempre più sollecitati e difficilmente potranno staccare il piede dall’acceleratore. Poi ci saranno partite di coppa, magari in prossimità di big match di campionato.

Dulcis in fundo, con l’Europeo che, a questo punto, dovrebbe disputarsi a giugno 2021, i calciatori di Premier arriverebbero assolutamente logorati…

Vincenzo Di Maso