Ieri sera è andato in scena il clasico tra Real e Barcellona. Ad avere la meglio è stata la squadra di Zidane, che ha trovato le due reti nel secondo tempo, grazie a Vinicius Jr. e Mariano Diaz.

Il Real Madrid ha meritato la vittoria e tra i grandi protagonisti c’è stato Toni Kroos. Zidane ha preparato perfettamente il clasico, ma ancora ci si chiede il motivo per cui abbia escluso Kroos dal match contro il City. Il tedesco ha sbagliato un solo passaggio su 65 tentati nella partita contro il Barcellona, servendo anche un assist. Con lui e Modric in campo, nonostante “usura e chilometraggio”, soprattutto del croato Pallone d’oro 2018, il centrocampo gira meglio in termini di gioco. Il tedesco è ancora più indispensabile, considerando anche i cinque anni in meno, ragion per cui il tecnico lo ha preferito al croato nella formazione iniziale.

Ancora una volta, Zidane ha messo in campo il giovane uruguaiano Valverde, elemento che si sta rivelando indispensabile in termini di equilibri. Valverde ha contribuito alla fase difensiva e di transizione, mentre con Modric il Real ha acquisito pericolosità anche in fase offensiva. Il croato ha giocato appena un quarto d’ora, recupero compreso, ma in quel frangente si sono viste alcune delle transizioni offensive più pericolose del Real Madrid.

Per buona parte del match le Merengues non avevano incantato e trovavano difficoltà nel penetrare tra le maglie dei Blaugrana. Il Real gestiva il ritmo del gioco e il Barcellona non riusciva a prendere l’iniziativa. Valverde garantiva recuperi e transizioni, ma la fase offensiva peccava parecchio. Isco e Benzema hanno avuto buone opportunità. Se lo spagnolo è stato sfortunato e fermato da Ter Stegen, il francese ha mostrato imprecisione.

Il gol è poi arrivato in maniera fortuita, in quanto il tiro di Vinicius Jr. non era certo irresistibile e la deviazione di Piqué ha cambiato traiettoria. Il brasiliano è stato una spina nel fianco nella difesa del Barcellona, anche se non è certo (per adesso) un finalizzatore. Contro il City ha sbagliato gol importanti. Da un lato l’ex Flamengo ha potenzialità da campione, dall’altra qualcuno ha paura che il brasiliano possa essere Theo Walcott 2, ovvero un esterno brillante nel dribbling, ma che si perde sotto porta. Ad ogni modo, con 19 anni e 7 mesi, Vinicius Jr. è diventato il calciatore più giovane a mettere a segno un gol nel clasico. Non ha il gol nel sangue e il tiro di ieri che ha portato al gol non era certo irresistibile, ma con esercizi di mira e coordinazione il ragazzo potrà decisamente aumentare la propria media realizzativa. Vinicius non sarà mai un attaccante o un giocatore alla Neymar, ma può diventare un’ala con i fiocchi se migliorerà a livello di assist e decisionale.

Per quanto riguarda il Barcellona, Setien ha dichiarato di aver parlato con Guardiola, per scambiarsi opinioni sul Real. Il tecnico dei Blaugrana aveva affermato: “Ci sono cose che il City ha fatto contro il Real, che possono esserci utili, mentre altre non sono nelle nostre corde e quindi non ci interessano”. Il Barcellona ha giocato con un 4-4-2 senza avere ali della tipologia di quelle del City. Setien ha snaturato i Blaugrana, mettendo i calciatori nei ruoli sbagliati. Paradossalmente, con questo schieramento, i pericoli per il Real sono arrivati quando è entrato il neo-acquisto Braithwaite (stendiamo un velo pietoso sulla deroga data dalla Federazione per acquistare un calciatore a mercato chiuso, nonostante il Barcellona possa attingere dalla cantera). Il danese non è a livello dei compagni, ma è dotato di grandissima velocità ed è stato tra i pochi a mettere in difficoltà la difesa avversaria.

Chiosa su Leo Messi. La Pulga ha disputato una partita incolore, non riuscendo a segnare e sbagliando almeno un gol. Nel giusto contesto e con il Barcellona a gestire i ritmi, Messi tira fuori il coniglio dal cilindro in qualsiasi momento. Quando i Blaugrana non sono in controllo del gioco, l’argentino dimostra di essere umano anche lui. Il calcio è uno sport che si gioca in 11 contro 11. Per quanto fuoriclasse, nei contesti più difficili o proibitivi, un singolo giocatore non può cambiare l’inerzia del match. Eppure il Real ha concesso qualche occasione e Messi non è stato preciso né in termini di gol né di assist. Questo è ciò che va imputato all’argentino. Ricordiamo che Messi non ha mai segnato un gol nel clasico da quando Cristiano Ronaldo è andato alla Juve…