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La Juve di Sarri ha chiuso il girone d’andata con 48 punti. Solo in due anni la Juve ha totalizzato più punti a fine girone d’andata, l’ultimo anno di Conte e l’ultimo di Allegri. La differenza reti (37:18) è invece la seconda peggiore negli anni degli scudetti al giro di boa. Solo nel 2015/2016 la Juve aveva una differenza reti peggiori (33:15), ma era una Juve partita malissimo, che poi spiccò il volo.

Al primo anno, nel 2014-2015, culminato con il suo primo scudetto e la sua prima finale di Champions, Max Allegri aveva 46 punti al giro di boa, con una differenza reti di +33.

La Juve di Sarri ha totalizzato quest’anno 11 vittorie su 15 con un solo goal di scarto, di cui ben 7 per 2-1. Allegri vinceva a corto muso? Sarri ancora di più. La Juve sa soffrire tanto e ha la mentalità per recuperare e/o difendere il risultato. L’attacco è atomico e ha giocatori decisivi, mentre per quanto riguarda la difesa vanno date molte attenuanti. Chiellini ha giocato solo la prima partita, tra l’altro segnando, prima di infortunarsi gravemente. Si attende il suo rientro, soprattutto in vista della Champions. Sarri ha quindi lanciato De Ligt, il quale da un lato ha mostrato un potenziale pazzesco, mentre dall’altro lato ha manifestato inevitabili errori di gioventù e adattamento.

La Juve sta mantenendo le tantissime virtù e qualche vizio degli anni precedenti, a dimostrazione che questo tipo di gioco è oramai insito nel DNA. Sarri ha fatto presente, a più riprese, che un gioco come quello espresso a Napoli non è proponibile alla Juve. Il tecnico tosco-napoletano punta più sulla fisicità e sulla forza offensiva della squadra. La fase difensiva è peggiorata rispetto agli anni passati, ma ciò è in primis dovuto all’assenza di Chiellini, che dovrebbe tornare presto, ma che ha 35 anni.

Difficile, se non impossibile, cambiare radicalmente una tipologia di gioco, soprattutto se hai determinati giocatori adatti a continuare sulla falsariga del predecessore. Sarri si sta adeguando alla Juve, decidendo di cambiare poco. Il bel gioco? Si vede in alcune trame e quando hanno il pallone tra i piedi i giocatori più dotati tecnicamente. Allo stesso modo di Allegri, Sarri non chiede a Matuidi la giocata nello stretto, ma punta ad esaltarne le caratteristiche. Il possesso palla è passato dal 54,9% al 57,3%, così come sono aumentati leggermente i passaggi corti e la precisione di passaggi completati.

In conclusione, in attesa di un mercato che dia a Sarri calciatori più adatti alla sua filosofia di gioco, il tecnico della Juve si è perfettamente adattato al DNA di questa squadra, non buttando via il lavoro di Allegri, ma prendendo tutto quanto di buono fatto dal livornese e aggiungendo alcuni accorgimenti. Al Napoli Sarri cambiava poco (vi era costretto), alla Juve, data la rosa ben più ampia, è diventato un maestro di trasformismo come Allegri…

Vincenzo Di Maso