Al Milan finalmente hanno compreso che bisogna azzerare tutto dopo le macerie lasciate dalle varie gestioni che si sono succedute a livello tecnico. In altri articoli siamo entrati nel merito della questione economica, mentre adesso ci soffermiamo su quella tecnica.

I disastri del duo Mirabelli-Fassone nel 2017, con un mercato folle a livello tecnico, sono sotto gli occhi di tutti. Si pensava che Leonardo potesse dare una svolta, ma non è stato così. Maldini è stato acclamato come il salvatore della patria ma, come spesso succede, un fenomeno in campo, non è necessariamente un fenomeno anche a livello gestionale.

Il Milan ha investito tanto, pur dovendo vendere, ma i dirigenti che si sono succeduti non sono riusciti a costruire un’intelaiatura di squadra. Allo stato attuale, i calciatori da cui ripartire sono Donnarumma, Romagnoli, Bennacer e Theo Hernandez, più qualche comprimario e, ovviamente, il 38enne Zlatan Ibrahimovic.

Ha appena salutato Pepe Reina, a cui è stato fatto un contratto oneroso e al quale è stato dato il benservito dopo un anno e mezzo. Non mancano tuttavia i lasciti delle gestioni precedenti, in primis quella di M&F. Borini è stato ceduto in prestito al Verona, con il Milan che contribuirà al suo ingaggio lordo di 4,4 milioni a stagione. Biglia è uno dei casi più eclatanti. L’argentino è stato acquistato oramai logoro e guadagna ben 6,1 milioni di euro lordi a stagione. Per fortuna del Milan, il suo contratto è in scadenza.

Poi c’è l’equivoco Suso, anche lui onerosissimo per la casse rossonere (5,3 milioni di euro lordi a stagione), per non parlare di Ricardo Rodriguez (3,7 milioni di euro lordi a stagione), oltre a tanti altri giocatori di cui liberarsi. Caldara è andato all’Atalanta, che lo ha prelevato in prestito per 18 mesi (bocciatura in primis per dubbi fisici). Kessié aveva iniziato bene, ma le sue prestazioni sono andate scemando. Il suo ingaggio lordo è di 3,9 milioni di euro, quindi non spaventerebbe un acquirente.

Poi ci sono giocatori come Leao e Rebic che, per quanto potenzialmente bravi, non stanno incidendo e difficilmente il Milan riscatterà.

Il problema è che, spulciando la rosa, si può ripartire da pochissimi giocatori. Bonaventura è un “capitano di lungo corso” e potrà rimanere, così come uno tra Conti e Calabria (non convincenti per motivi diversi). Musacchio è in bilico (prestazioni intermittenti) mentre Duarte non ha convinto. La sensazione è che ci sia bisogno di azzerare tutto ma che non sia possibile in due sessioni di mercato. In estate partirà l’ennesima rivoluzione, ma il Milan, a prescindere da novità sul fronte proprietà, dovrà tenere ben chiari i punti fermi e operare in maniera completamente opposta rispetto al disastroso mercato dell’estate 2017.