Il mondiale di calcio femminile ha avuto per la prima volta grosso seguito in Italia. Le nostre ragazze sono arrivate ai quarti. Negli USA giocare al calcio per le bambine è da sempre normalità, come in Europa è da sempre per i bambini. Il movimento crescerà, ma c’è tanto da lavorare. Dopo un mondiale che ha tenuto incollate alla TV quasi un miliardo di persone in totale, ci sono squadre in Italia che si sono dovute ritirare dal calcio femminile.

Lo sport USA è troppo diverso dal nostro, ragion per cui bisogna cambiare ma non snaturarsi troppo. Questo hype mediatico deve andare avanti, altrimenti sarà improbo attrarre investimenti che consentano al calcio femminile di passare finalmente al professionismo. Basti pensare che le ragazze italiane del calcio femminile fino ad adesso guadagnavano un massimo di 30.000 euro l’anno e per loro non erano previsti contributi previdenziali.

Il vento sembra essere cambiato. Come si evince dall’articolo de Il Post: “La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge di bilancio 2020 presentato dal senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini che prevede l’estensione alle donne “delle tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo”, cioè il professionismo, finora presente solo in ambito maschile. Per promuovere inizialmente l’introduzione del professionismo sportivo femminile, l’emendamento prevede anche un esonero contributivo per tre anni (entro un limite di 8 mila euro) per le società che proporranno alle atlete i nuovi contratti da professioniste“.

Inoltre, ci auguriamo che lentamente venga sradicata una certa mentalità di personaggi che, da un lato hanno pregiudizi verso alcune atlete omosessuali e, dall’altro lato cercano foto sexy della Morgan o della Rosucci, con buona pace dell’aspetto sportivo.

Sta facendo discutere la proposta dell’ex calciatore Joey Barton: “Se la gente vuole che prendiamo sul serio il calcio femminile, è necessario ridurre le dimensioni di porte, palloni e campi da gioco, altrimenti si avrà sempre un prodotto inferiore, perché gli uomini sono più grossi, più forti e più veloci delle donne“. In questo caso però si snaturerebbe totalmente lo sport e si avrebbe, appunto, un altro gioco. Sembra la proposta di Van Basten sul regolamento del calcio…

Il calcio femminile sta crescendo in Europa e in Italia, l’attenzione mediatica è stata notevole, il livello delle nostre è salito moltissimo, l’organizzazione tattica è al livello delle migliori europee e c’è una società come la Juve che sta investendo. Serve che questi investimenti diventino capillari e che venga superata una certa mentalità retrograda…