Caro (?) Ivan Zazzaroni,

siamo una piccola testata che, con passione e dedizione, parla di calcio a 360 gradi. Abbiamo l’ambizione di crescere, puntando sul miglioramento continuo e aggiornandoci continuamente. Abbiamo dei contatti per il calciomercato e, in determinati casi, fonti dirette. Abbiamo raccontato la trattativa Guardiola (pur non dando nulla per certo, ma che effettivamente c’è stata), dalla quale cogliamo la palla al balzo per ricordare un suo atteggiamento recente. Non può dimenticarsi di aver definito “puttanate” queste voci, senza la benché minima verifica. Alcuni Suoi colleghi non hanno dato credito alla trattativa, ma l’atteggiamento è stato ben diverso.

Nel luglio scorso si è raggiunto il culmine e oggi si è reso protagonista di un’altra uscita a vuoto. Il Corriere dello Sport, di cui Lei è direttore, ha annunciato in anteprima la notizia della malattia di Sinisa Mihajlovic (a proposito, forza e coraggio, guerriero!). Non ci sarebbe stato nulla di male se il tecnico del Bologna non avesse chiesto riservatezza: “Avevo chiesto riservatezza ma qualcuno non ha rispettato questa mia volontà. E mi dispiace che abbia rovinato 20 anni di amicizia per vendere 100-200 copie in più. Ma ognuno fa quello che vuole”.

Caro (?) Ivan Zazzaroni, questo si chiama sciacallaggio ed è uno sciacallaggio vile, in quanto ha deciso di dare una manciata di euro in più sulle spalle della salute di una persona. Una persona che Le ha chiesto di non divulgare. Le diciamo una cosa. Noi e tante altre piccole testate evitiamo di scorgere inesattezze o divulgare cose che non possiamo, in quanto la deontologia è il nostro cavallo di battaglia. A Lei non mancheranno certo fama e soldi, ma evidentemente ne vuole sempre di più.

In questo caso non ha però fatto i conti con le conseguenze di questa vergognosa mancanza di rispetto.  E la pezza che ha cercato di mettere è semplicemente imbarazzante. Lei afferma che ha fatto il giornalista. Eh no! Glielo ribadiamo: il giornalista deve rispettare un codice deontologico. Ci rendiamo conto che molti non lo fanno, inventando notizie e rendendosi protagonista delle peggiori schifezze, ma dovrebbe essere un qualcosa di cui vergognarsi. Se l’ordine dei giornalisti funzionasse, dopo questo episodio in cui Lei ha fatto una figura inqualificabile, scatterebbero sanzioni severe.

Veniamo invece al titolo “Black Friday”. Il punto non è che il titolo possa essere definito razzista, ma che il direttore, ovvero Lei, signor Ivan Zazzaroni, stia cavalcando il problema del razzismo che c’è in Italia, con uno stile sensazionalista. I giornali cartacei hanno subito una contrazione delle vendite e molti direttori cercano di attirare l’attenzione. Personaggi come Lei, signor Ivan Zazzaroni, capaci di tradire l’amicizia ventennale di Mihajlovic riportando in anteprima la notizia della malattia del tecnico senza la sua autorizzazione, non si fanno scrupoli in tal senso. Bene o male, purché se ne parli.

Zazzaroni, persone come Lei, giocano con il razzismo per pubblicità (anche se negativa, bene o male, purché se ne parli) nella speranza di vendere più copie del quotidiano. Pertanto, l’intenzione non è razzista, ma l’effetto suscitato non è certo edificante per il giornale. La bufera su questa prima pagina è meritata, fermo restando che l’indignazione finta perbenista su chi si concentra solo sul “razzismo” è fuori luogo. Non perché il problema “razzismo” non sia gravissimo ed evidente, ma perché in questo caso si guarda la dito e non alla luna.

La scelta del titolo è pertanto inqualificabile, proprio per aver effettuato un gioco di parole risibile, mettendo in mezzo con toni quasi scherzosi una piaga molto grave, di cui i calciatori in prima pagina sono vittima. Goffo e mal riuscito tentativo di attirare l’attenzione in questo periodo, mezzo subdolo, vile e puerile per aumentare la vendita di copie. E qualsiasi giustificazione, nella quale si parla di “titolo innocente”, non ha alcun diritto di cittadinanza…

Lei ha avuto anche sostegno da alcuni colleghi (ma dove siamo arrivati?) e, come sempre fa il gradasso, ma di certo ha perso molti lettori e follower. È probabile che alcuni dei nostri redattori La incroceranno in una trasmissione televisiva, ma eviteremo qualsiasi forma di dialogo: non vogliamo avere nulla a che fare con gli sciacalli!