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Come noto, José Mourinho è tornato ad allenare, accettando l’incarico dal Tottenham. Dopo l’esperienza in chiaroscuro al Manchester United, il portoghese rimane in Premier. Parliamo di esperienza in chiaroscuro perché è stato l’unico tecnico ad aver ottenuto qualcosa nel post Ferguson. Al primo anno Mou ha vinto tre titoli, mentre ha deluso nell’ultima stagione con lo spogliatoio totalmente contro.

E Mourinho non sostituisce esattamente un brocco. Tolti gli ultimi infelici mesi, Pochettino è stato il tecnico che meglio ha fatto da quando è stata istituita la Premier. L’allenatore argentino è stato il tecnico con più vittorie alla guida del Tottenham nel dopoguerra (159), ha raggiunto la qualificazione alla Champions per quattro volte consecutive e solo pochi mesi fa è arrivato in finale nella massima competizione europea per club.

Mourinho raccoglie un’eredità importante in un ambiente depresso e una squadra da risollevare, con qualche giocatore logoro. Il tecnico portoghese predilige una squadra che garantisce solidità difensiva più che esprimere un grande gioco. L’Inter del Triplete aveva fuoriclasse in avanti, che davano libero sfogo alle proprie abilità tecniche. Il capolavoro tattico fu nella fase difensiva. Mourinho rese Lucio un difensore più attento e più bravo tatticamente. Lo Special One costruì poi uno schermo difensivo, con mediani che garantivano la massima copertura.

Ci si aspetta pertanto un Tottenham che baderà al sodo, mettendo al primo posto la conquista dei tre punti, partendo da una fase difensiva solida. La transizione da un gioco propositivo a uno più posizionale e difensivo potrà far storcere il naso a qualcuno, ma considerate le difficoltà difensiva degli Spurs è forse l’antidoto migliore.

A livello tattico possiamo pensare a una difesa a 4, con giocatori difensivi a fare da schermo. Eriksen potrà trovare nuovi stimili, guidato da una personalità così influente. Mourinho potrà schierare il Tottenham con il 4-3-3 o 4-2-3-1, con il danese a svolgere funzioni simili a quelle dello Sneijder del triplete. Da capire chi saranno i centrali. I due belgi sembrano in fase calante, ma Sanchez e Foyth necessitano probabilmente di più tempo per poter giocare da titolari a questi livelli.

A centrocampo possiamo aspettarci di tutto. Mou predilige due centrocampisti difensivi. In rosa ci sono Dier, Ndombele e Sissoko, che possono svolgere queste funzioni. Il punto è che, con questo schieramento resterebbe fuori uno tra Alli ed Eriksen. In attacco facile pensare a Lucas e Son ai lati del bomber Kante. Paradossalmente, è più facile che giochi titolare Giovanni Lo Celso, che è un centrocampista centrale, piuttosto che Mou faccia coesistere Alli ed Eriksen.

Ad ogni modo, il tecnico portoghese valuterà i calciatori in rosa, l’attitudine degli stessi a giocare nel suo schieramento, lo stato di forma, le motivazioni, etc…