L’Inter di Conte ha vinto all’ultimo respiro contro un Bologna coriaceo e aggressivo. La partita, ancora una volta, non è stata brillante, ma sono arrivati i tre punti. Ancora una volta vittoria all’ultimo respiro. I motivi del gioco non brillante sono dovuti alle tantissime partite in pochi giorni e a qualche assenza importante.

Assenze importanti che costringono Conte a far giocare elementi dal tasso tecnico inferiore, tra cui Gagliardini, Bastoni o Lazaro. Il gioco latita e mette in evidenza limiti per competere ad altissimi livelli, ma 6 vittorie consecutive fuori casa la dicono lunga sull’impatto di Conte. Oggi il match sembrava essersi incanalato sul pareggio prima della follia di Orsolini. Il punto è che la fortuna aiuta gli audaci e l’Inter ci ha creduto fino alla fine.

Brozovic è cotto viste le tante partite consecutive, ma questa Inter vince le gare in bagarre, anche quando sembra essere in grossa difficoltà. Questo è segno di grinta e mentalità trasmessa dal tecnico. Questa vittoria contro il Bologna è lo specchio dell’allenatore, una vittoria cercata con grinta e determinazione, andando oltre i limiti di formazione. Con un altro tecnico l’Inter non avrebbe mai portato a casa partite sporche come quelle contro il Brescia e il Bologna.

Lukaku ha segnato 9 gol in 11 giornate: a questo punto del campionato è il secondo marcatore della storia dell’Inter. Il primo è l’apolide per vocazione Istvan Nyers (1948/1949). Il belga è il terminale offensivo ed è indubbiamente avvantaggiato da un tipo di gioco in cui il ruolo della prima punta è centrale.