Le italiane in Champions hanno finora ottenuto 2 vittorie in 8 gare. Inter, Napoli e Atalanta hanno affrontato le squadre di quarta fascia, ottenendo la miseria di 2 pareggi e una sconfitta netta. Tra l’altro l’Inter ha acciuffato allo scadere il pari contro lo Slavia Praga.

Discorso diverso per la Juve, che ha comunque una rosa decisamente più attrezzata rispetto alle altre tre italiane. Nel nostro discorso non inseriamo l’Atalanta, in quanto gli orobici sono alla prima storica partecipazione alla Champions, non hanno esperienza e non hanno certo peccato di speculazione. Gasperini è stato colpevole dell’errore opposto, proponendo gioco, d’accordo, ma badando poco e male alla difesa.

Partiamo dal Napoli di Ancelotti, che ha pareggiato nelle Fiandre dopo aver battuto il Liverpool tra le mura amiche. Questo pareggio ci insegna, ancora una volta, che in Champions non esistono partite elementari fuori casa. I belgi avevano superato il turno in Europa League e in casa, obiettivamente, sono un’altra squadra. Detto questo, il Napoli ha mostrato difficoltà tattiche, con il turnover che sta sballottando i giocatori. A prescindere dai gol sbagliati, che magari in altre occasioni sarebbero entrati, le cose non sono andate bene in termini di gioco. Il Genk ha attaccato e creato pericoli. Il Napoli ha messo calciatori fuori ruolo, rischiando di non vincere e difatti non è andato oltre il pareggio. Contro il Salisburgo le possibilità di portare a casa la partita al San Paolo sono molto alte, ma alla Red Bull Arena servirà un Napoli diverso, con tutti i titolari e sul pezzo per tutta la partita.

La Juve ha pagato dazio a Madrid perché la squadra non aveva automatismi sui calci da fermo avversari, ma le cose stanno migliorando. De Ligt decisamente in crescita, così come tutta la fase difensiva di Sarri. Il tecnico ex Napoli e Chelsea ha vinto al primo colpo in Europa League non appena ha avuto la squadra competitiva per farlo. Sarri sviluppa un calcio propositivo e per larghi tratti ha dominato il gioco a Madrid e, anche senza la miglior estetica, ha controllato agevolmente il Leverkusen, che male non sta facendo in Germania. La Juve è in una fase di progetto diversa rispetto alle altre, ha più soldi, una rosa decisamente più attrezzata, ma Sarri è dotato di caratteristiche che molto bene si confanno con un approccio europeo.

Chiusura con Conte e l’Inter. Come detto ieri, la partita è stata condizionata da Skomina. Chiunque vada a giocare a Barcellona o Madrid paga dazio causa arbitro ed è un dato di fatto. Altra lancia da spezzare a favore dell’Inter è stata quella dell’approccio, con mentalità e piglio giusti, che hanno portato a un grandissimo primo tempo, finito meritatamente in vantaggio per 1-0. Grandi risposte del centrocampo, ma nel secondo tempo, fermo restando Skomina, la squadra ha rinculato troppo. Il 5-4-1 esige spiegazioni e Conte ha consegnato l’Inter al Barcellona e alle giocate di Messi e Suarez. Il discorso fisico regge fino a un certo punto, proprio perché le energie vanno gestite e le partite durano 90 minuti. Speculare al Camp Nou rischia di essere un suicidio. L’Inter è stata come Penelope e ha subito una beffa. Contro il Borussia servirà un atteggiamento propositivo in maniera costante, sia in casa che fuori casa.

Se la qualificazione dell’Atalanta è compromessa e quella della Juve appare una formalità, Napoli e Inter devono gestire al meglio. Il Napoli, che ha 4 punti, rimane favorito rispetto al Salisburgo, ma serve fare una grande gara in Austria, portando a casa almeno il pareggio. L’Inter deve ripartire dall’eccellente primo tempo del Camp Nou e provare a sfruttare qualche limite difensivo del Borussia. La qualificazione passa da questa doppia sfida, dove Conte dovrà portare a casa almeno 4 punti.